Plusvalenze a raffica e affari gonfiati le big nel mirino della procura Figc

28 Ottobre 2021

ROMA. Un’indagine ancora in fase embrionale, ma che potrebbe abbattersi come un uragano sulle big di serie A e non solo, alle prese con guai di natura finanziaria e contabile acuiti dal Covid. Una...

ROMA. Un’indagine ancora in fase embrionale, ma che potrebbe abbattersi come un uragano sulle big di serie A e non solo, alle prese con guai di natura finanziaria e contabile acuiti dal Covid. Una verifica della Consob ha attirato l’interesse della Covisoc che ha girato le carte al procuratore della Figc Giuseppe Chinè e, per conoscenza al presidente Gravina: una vera e propria relazione sulle plusvalenze degli ultimi due anni, che molte società italiane avrebbero utilizzato per evitare gli squilibri patrimoniali. In totale sarebbero 62, per ora, le operazioni di mercato finite le mirino della Covisoc, tra cui anche 13 che vedono coinvolto il Pescara (soprattutto con operazioni stipulate con Juventus e Parma) . L’ultima sessione ci ha regalato un esempio emblematico: il giovane mediano Nicolò Rovella passato dal Genoa alla Juventus per 18 milioni, in cambio di Portanova (10 milioni) e Petrelli (8). Niente cash, soltanto giocatori che si spostano da un bilancio all’altro e creano guadagni contabili immediati, a fronte di costi spalmati su più anni. Sotto la presidenza di Andrea Agnelli, nel 2016-17 c’è stato il boom: 140 milioni dalle plusvalenze, principalmente grazie alla cessione-record di Pogba al Manchester United. Poi 94 milioni nel 2017-18, 127 nel 2018-19 senza cedere nessun titolare e addirittura 167 nella scorsa stagione, con il maxi-scambio Pjanic-Arthur e i 44 milioni di plusvalenza del bosniaco resi possibili da una iper-valutazione del brasiliano (72). Ma nel mirino c’è anche la cessione di Joao Cancelo al Manchester City per 65 milioni. Ma anche quelle di Tongya al Marsiglia (8 milioni di effetto economico positivo), Portanova al Genoa (9,6) e Petrelli al Genoa (7,6). Comprese le operazioni minori, i bianconeri dovrebberoessere a circa 30 milioni al momento, nell’esercizio 2020-21. Ma non sono gli unici a utilizzare abbondantemente il meccanismo delle plusvalenze. Il vizietto è radicato nel calcio italiano.
L’Inter e i suoi giovani. Stabilire se la valutazione di un giocatore sia alterata rispetto al reale valore di mercato è un esercizio complicatissimo, ai confini dell’impossibile. Tutto è aleatorio nel calcio,. Anche la valutazione data a Bastoni (31 milioni), oggetto di vendita dall’Atalanta all’Inter tra il 2017 e il 2018, può essere riletta diversamente oggi, alla luce dell’esplosione del difensore.
Ma quella cifra a bilancio era collegata ad altri trasferimenti in senso inverso, cioè quelli di Eguelfi (6 milioni), Bettella (7) e Carraro (5). Anche l’Inter, infatti, ha utilizzato con frequenza il meccanismo ottenendo 44 milioni nel 2016-17 con Caprari, Eguelfi, Biraghi, Gravillon, Dimarco, Miangue; 50 milioni nel 2017-18 con Radu, Bettella, Valietti, Carraro, Odgaard; 40 milioni nel 2018-19 con Pinamonti, Vanheusden, Adorante, Sala, Zappa.
L’affare Osimhen. Anche il Napoli ha “ammortizzato” con 4 plusvalenze l’acquisto di Osimhen dal Lilla. L’operazione, avvenuta la scorsa estate, ha assegnato all’attaccante nigeriano una valutazione di 70 milioni (più 10 di bonus) ma l’esborso finanziario del club azzurro è stato di 50 perché hanno compiuto il percorso opposto Karnezis, Luigi Liguori (oggi all’Afragolese in D), Claudio Manzi (ora alla Turris in C) e Ciro Palmieri (Nocerina), valutati 5 milioni a testa.
La Covisoc sta completando la sua relazione contenente una pluralità di casi da monitorare. La Figc continua a vigilare,anche se la legislazione circoscrive parecchio il margine d’azione.
Paride Di Noia