Poker Roma a un piccolo Milan

8 Maggio 2017

Dzeko guida il controsorpasso sul Napoli. Ma Spalletti: «Caso Totti? Avessi saputo non sarei tornato»

MILANO. La Roma cala il poker a San Siro, batte il Milan, si riprende il secondo posto ai danni del Napoli e tiene almeno aritmeticamente ancora aperti i giochi-scudetto.
Al Meazza i giallorossi dimenticano il derby e vincono in modo quasi spavaldo (4-1) contro i rossoneri che, grazie alla debacle dell’Inter e al pareggio della Fiorentina, restano ancora al sesto posto, utile per l’Europa.
Ma nel posticipo della 35ª giornata non c’è partita, con la Roma protagonista di un sontuoso primo tempo di gara, terminato 2-0 grazie alla doppietta di Dzeko (8’ e 28’) e con due legni a referto (Perotti e Nainggolan). Nella ripresa i rossoneri cercano di riportarsi sotto: ci riescono alla mezzora ma il sogno dura lo spazio di due minuti, il tempo tra il gol di Pasalic (31’) e quello di El Shharawy (33’) che, di fatto, chiude i giochi, anche se c’è ancora tempo per il sigillo di De Rossi su rigore (per fallo di Paletta, espulso, su Salah).
Non ha salutato San Siro Totti, rimasto in panchina per tutti i 90’, ma omaggiato anche dal pubblico milanese con applausi e striscioni. Un “non ingresso” che sa di ennesimo sgarro, a detta dei tifosi giallorossi sui social, da parte di Spalletti. Tanto che a fine match non sono mancate le polemiche.
Applausi di San Siro per Totti e sonori fischi, invece, per il Milan. I rossoneri continuano il periodo difficile nel momento decisivo della stagione, con i cinesi che vogliono l’Europa. Montella (che ha “degradato” Donnarumma da capitano a soldato semplice) sta facendo di tutto per conquistare un posto nelle Coppe in questa volata finale, ma questo stop non lo aiuterà: pochi due punti in quattro partite.
La Roma, dal canto suo, ha saputo reagire alla grande alla batosta subita nel derby. Lo show a San Siro è stato tutto di Dzeko, storico perché dal 1935 (l’oriundo Enrico Guaita) un giocatore romanista non segnava almeno 27 reti. Complessivamente gli attaccanti rossoneri ne hanno segnato uno in più.
«Venire a San Siro a fare quattro gol non è mai facile, abbiamo fatto 90 minuti quasi perfetti», le parole del bomber Dzeko a fine gara, «peccato per il gol preso, ma in generale dobbiamo essere contenti. Io sono contento della mia stagione: ho lavorato duro tutto l’anno e questi risultati mi danno fiducia, ma guardo prima ai risultati della squadra piuttosto che ai risultati personali. Il mio futuro? Ho altri tre anni di contratto. Il mio infortunio? Ho sentito un dolore al polpaccio, ma magari sono solo crampi: vediamo nei prossimi giorni. Totti? Non so se è la sua ultima partita, lui non ha detto niente e magari la prossima la gioca».
Il pensiero corre già alla sfida di domenica prossima. La Roma dovrà battere la Juventus per impedire ai bianconeri di vincere il campionato all’Olimpico e per ipotecare la qualificazione diretta alla Champions League, appena rivalutata da Spalletti come uno scudetto.
Tecnico giallorosso che a fine gara sbotta sul caso Totti e sul mancato ingresso.
«La prossima volta faccio la formazione con una cooperativa», afferma, «si fanno delle votazioni collettive e a quel punto metto in campo chi prende più voti. Se lo metto gli ultimi 5’ vengono accusato di prenderlo per il c... Mi spiace per i tifosi, non so che altro dire. Ho preso le offese lo stesso, anche quando l’ho fatto giocare per pochi minuti. L’ho detto fin dall’inizio: io non devo gestire la storia di Totti, devo gestire il Totti calciatore. Evidentemente la prossima volta starò più attento. Se tornassi indietro non verrei ad allenare di nuovo la Roma. Si riparla sempre della stessa cosa».