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21 Agosto 2015

LANCIANO. «Basta con questo pessimismo. Il mercato della Virtus è come tutti gli altri: si vende e si acquista. C’è tempo per lavorare fino al 31 agosto e i bilanci si fanno il 31 maggio». È diretto...

LANCIANO. «Basta con questo pessimismo. Il mercato della Virtus è come tutti gli altri: si vende e si acquista. C’è tempo per lavorare fino al 31 agosto e i bilanci si fanno il 31 maggio».

È diretto il vice presidente della Virtus, Guglielmo Maio, “stanco” di sentire perplessità e lamentele da parte di alcuni tifosi preoccupati dalla vendita di giocatori simbolo, ritenuti incedibili come Piccolo, Paghera e Troest; di vedere gente che rifiuta la maglia, come Iemmello, Monachello (ha deciso di restare in serie A con l’Atalanta), e dall’altra parte non constatare l’arrivo di giocatori almeno di pari livello rispetto a quelli ceduti. Una preoccupazione valutata però negativamente dal dirigente, incredulo dinanzi a tanto scoramento e pessimismo.

Guglielmo Maio, in città ci sono perplessità sul mercato, sul fatto che siano stati venduti giocatori come Troest, Thiam, siano in partenza giocatori simbolo come Piccolo e Paghera. Si sta smembrando la squadra?

«La Virtus sta operando sul mercato come ha sempre fatto e come tutte le altre società. E il mercato è fatto di cessioni e acquisti, cose che stiamo facendo. Solo che qui si respira un’aria di pessimismo e sinceramente non è di aiuto, affatto. Sulla cessione di Troest poi si è detto molto, che sia stato svenduto, ceduto. Tutto sbagliato. Economicamente abbiamo ottenuto dei benefici, non svendiamo nessuno. Poi preciso, e che sia chiaro, che è stato Troest a voler andare via. E alla mia domanda: “posso fare qualcosa per trattenerti?” ha risposto: “no, ho deciso di andare via”. Che cosa devo fare? Non tengo giocatori che non vogliono restare».

Come Iemmello, che è sparito da 10 giorni per tornare a Foggia?

«Certo. Non voglio gente scontenta. Voglio giocatori che lottano per la maglia e per raggiungere l’obiettivo che è quello della salvezza. Iemmello vuole andare a Foggia ad ogni costo. Stiamo trattando con la società pugliese per sistemare le cose, anche per evitare ripercussioni negative sui conti. Lo rimpiazzeremo, come fatto con gli altri».

Ferrari del Modena?

«Sì, stiamo discutendo col Modena e il suo procuratore per capire cosa fare. Non siamo su Petagna. Inglese è un ottimo profilo ma ha richieste alte».

Piccolo vicino al Cesena e Paghera alla Ternana?

«Per Piccolo e Paghera ci hanno presentato offerte Cesena e Ternana. Al momento sono inferiori alle nostre richieste. Se non saliranno le offerte, Piccolo e Paghera restano qui. Il mercato si fa con acquisti e cessioni. Abbiamo fatto diverse operazioni, acquistato giocatori come Nunzella. Anche lui è voluto andare via, per giocare. L’ abbiamo dato in prestito al Catania, dopo avergli allungato il contratto, non venduto perché su di lui puntiamo. Poi abbiamo altri giocatori che sono da scoprire. Come lo erano Piccolo, Paghera, Cerri quando sono arrivati. Possibile che alcuni andranno a farsi le ossa, come Penna e Di Benedetto. Anche se è ancora da vedere. Il mercato chiude il 31 agosto e i bilanci si fanno il 31 maggio, quindi c’è tempo».

State contrattando con Cesena e Ternana, ma mister D’Aversa aveva chiesto alla società di far restare i due giocatori, per lui incedibili, fondamentali per il suo progetto tecnico… (il vice presidente ha preferito non rispondere)

In questo momento poi, per aggiungere altra carne al fuoco c’è la grana dello stadio, con i lavori ai distinti non ancora iniziati.

«All’ampliamento dello stadio stiamo lavorando col Comune. È una grana a livello, come al solito, di burocrazia».

Bilanci da tenere in regola, mercato, proteste, grana stadio. Gestire la società, per altro da soli, non è facile. Lei aprirebbe la porta a nuovi soci, se si dovessero presentare?

«Se c’è qualcuno tanto interessato la cederei tutta la società, soci non ne voglio”.

Teresa Di Rocco

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