Quando l’Adriatico impazziva per Maradona

25 Aprile 2013

Dal gol nel 1984 in coppa al graffio in faccia di Gasperini al Pibe de Oro nell’89 Sette ex nella sfida di sabato sera tra cui gli allenatori Bucchi e Mazzarri

PESCARA. La storia delle sfide tra Pescara e Napoli è ricca di aneddoti e curiosità.

Dal precedente che rappresenta l'esordio assoluto del Pescara in serie A, l'11 settembre 1977, vinto 3-1 dai partenopei con reti di Pin, Bruscolotti e Chiarugi nei primi 36' fino al gol della bandiera del centrocampista Giorgio Repetto al compianto portiere Massimo Mattolini, salutato lo stesso dal pubblico dell'Adriatico con scroscianti applausi perchè il primo segnato dai biancazzurri nella massima categoria. Il Pescara si prese la rivincita domenica 2 dicembre 1979, nell'anno della seconda serie A, battendo gli azzurri all’epoca allenati da Luis Vinicio 1-0 all'undicesima giornata grazie a un guizzo dell'attaccante Giordano Cinquetti.

Come dimenticare poi la gara di coppa Italia del 2 settembre 1984.

Nella circostanza i biancazzurri allenati dal compianto tecnico Enrico Catuzzi, già eliminati, si trovarono di fronte un Diego Armando Maradona appena arrivato con un carico d'entusiasmo e alla quarta partita ufficiale in Italia.

E proprio il futuro Pibe de Oro lasciò tutti a bocca aperta segnando su rovesciata da terra all'esterrefatto portiere del Pescara Gianluca Pacchiarotti il gol del definitivo 0-3 e andando a festeggiare sotto il settore dei numerosi tifosi campani in vacanza in Abruzzo.

Prima di quel match una coppia di sposi ne approfittò per farsi immortalare proprio accanto alla star argentina per poi partire in viaggio di nozze. C'è poi il precedente del 28 febbraio 1988, ricordato dagli abruzzesi nel giorno del miracolo mancato sul Colle della Vecchia di Montesilvano.

Una profezia di alcuni veggenti, tra i quali l'ex calciatore del Teramo che prese i voti Don Vincenzo Diodati, annunciava una scritta in cielo e migliaia di fedeli invasero le zone limitrofe.

In campo il colpo di sole lo prese il centrocampista biancazzurro Franco Marchegiani, che mancò un comodo rinvio di testa favorendo l'inserimento vincente del centravanti Bruno Giordano per lo 0-1 decisivo in favore degli ospiti.

L'anno seguente la gara Pescara-Napoli, ritorno dell'infausto 8-2 di qualche mese prima, finì 0- 0 ma venne accompagnata dalle polemiche per un presunto graffio di capitan Gian Piero Gasperini sul labbro di sua maestà Diego Maradona dopo un contrasto fortuito a metà campo.

E si arriva all'ultimo Pescara-Napoli di serie A, quello della stagione 1992-93 che vide il successo dei padroni di casa per 3-0 con doppietta d'autore dello sfortunato Stefano Borgonovo dopo l'iniziale vantaggio firmato da Ottavio Palladini. I biancazzurri erano già retrocessi e in panchina non c'era più l'osannato Giovanni Galeone, sostituito dal secondo Vincenzo Zucchini (oggi team manager).

Quel Pescara farà le prove generali del successivo 5-1 alla Juventus di Trapattoni.

Gli ex. Ora Pescara-Napoli è soprattutto una sfida di ex. Sul campo se ne contano ben sette: tre nel Pescara, quali l'allenatore Cristian Bucchi, il difensore Antonio Bocchetti e il centrocampista Manuele Blasi.

Gli altri quattro militano nel Napoli e sono il tecnico Walter Mazzarri, che in biancazzurro militò da calciatore nella stagione 1981-82 della mesta retrocessione in serie C1, il portiere Morgan De Sanctis, che nel Pescara esordì da titolare a Francavilla, dopo il precedente spezzone di Piacenza, parando addirittura un rigore a Christian Vieri; l'attaccante Emanuele Calaiò, tornato in azzurro dopo averci già giocato nella stagione 2006-07 quando segnò (esultando) su rigore all'Adriatico nell'ultimo precedente di serie B, fino al più fresco Lorenzo Insigne, grande protagonista con 18 gemme nella stagione scorsa del ritorno in serie A a suon di record.

E poi una sfilza di doppi ex, tra i quali i calciatori Andrea Carnevale, Massimo Carrera, Nicola Zanini, Gigi Caffarelli, Alessandro Sbrizzo e Maurizio Caccavale solo per citarne alcuni, oltre agli allenatori Edoardo Reja, Carlo Mazzone e Zdenek Zeman e al direttore sportivo Pierpaolo Marino.

Tutti con varie storie da raccontare e con il comune denominatore di aver giocato e vissuto esperienze di spicco in altrettante piazze passionali come Pescara e Napoli.

Marco Ratta

©RIPRODUZIONE RISERVATA