Quattro gare a secco: il gol in casa è un tabù

26 Febbraio 2021

L’ultima rete all’Adriatico firmata da Bocchetti il 22 dicembre

PESCARA. Un tabù da sfatare. Da stadio amico l’Adriatico-Cornacchia si è trasformato in terra di conquista. Il Pescara fatica tremendamente nella sua casa (9 punti in 12 gare) ed è arrivato il momento di invertire la tendenza. Domani i biancazzurri ospitano il Lecce (ore 14) e Gianluca Grassadonia spera di bagnare l’esordio casalingo con una vittoria. Un compito tutt’altro che agevole non solo per la forza d’urto dei salentini, ma, soprattutto, per la scarsa pericolosità mostrata dal Delfino da un po’ di tempo a questa parte. Era il 19 dicembre quando il Pescara ha vinto l’ultima partita interna segnando tre reti (3-2 al Monza), quasi un miracolo per l’attacco meno prolifico del campionato, però poi il fragile giocattolo ricostruito da Roberto Breda si è inceppato di nuovo e sono riaffiorati i vecchi difetti. Un successo contro il Lecce risulterebbe prezioso e sarebbe bello vedere bucata almeno una volta la porta avversaria. L’ultima rete realizzata dal Delfino all’Adriatico porta la firma di un difensore, Salvatore Bocchetti, al 61’ della sfida contro il Brescia terminata in parità (1-1 il 22 dicembre). Da allora sono passati più di due mesi e i biancazzurri hanno disputato altre quattro partite tra le mura amiche restando sempre a digiuno di gol. L'astinenza in casa dura ormai da 400’ (recuperi esclusi) e con questi numeri la salvezza è pura utopia. Le partite in questione hanno visto il Pescara pareggiare con il Cosenza (0-0) e soccombere contro Cremonese, Reggina e Venezia che hanno espugnato l’Adriatico con l’identico punteggio (0-2). A questo punto, ai miglioramenti nella fase difensiva evidenziati sette giorni fa a Frosinone bisogna aggiungere progressi in quella offensiva, altrimenti non ci sarà nessuna chance per evitare il ritorno in terza serie.
I piani di Grassadonia. L’impatto con lo spogliatoio e lo staff è stato positivo, le sedute di allenamento sono lunghe (quasi tre ore) e intense. Nel corso delle partitelle il nuovo tecnico del Pescara interrompe spesso il gioco per dare indicazioni: servono interventi profondi sul piano tattico per scuotere il gruppo. Grassadonia, coadiuvato dal vice Felice Mancini, si avvale della collaborazione di Hugo Campagnaro che garantisce il contributo ai lavori nella fase difensiva, mentre l’ausilio di Marco Sansovini riguarda quella offensiva, una scelta naturale visto il ruolo ricoperto in passato dai due ex calciatori (Campagnaro difensore, Sansovini centravanti, appunto). Tutti vengono coinvolti nel progetto, Grassadonia mischia spesso le carte e non dà indicazioni sulla formazione. A Frosinone, a poche ore dall’ingresso in campo, nessun calciatore era certo del posto e così accadrà anche nel match con il Lecce. In ogni caso, l’allenatore sembra intenzionato a confermare uomini e sistema di gioco utilizzati nella gara del suo esordio. Dunque 3-5-2, in difesa, davanti a Fiorillo, spazio a Drudi, Bocchetti e Scognamiglio, mentre le scelte a centrocampo dipenderanno dalla posizione in cui verrà schierato Busellato. A Frosinone il centrocampista veneto ha agito davanti alla difesa, ma ieri Grassadonia lo ha provato pure mezzala con Valdifiori e Memushaj che si sono alternati nel ruolo di playmaker. Tuttavia, questa opzione appare percorribile in futuro e non per la partita di domani. Dunque, in mediana dovrebbero giocare Busellato in mezzo, Dessena e Tabanelli interni; Bellanova a destra e Masciangelo a sinistra. Infine, in attacco, in base alle indicazioni filtrate, Odgaard pare in vantaggio su Giannetti per affiancare Galano. Ieri Balzano è rimasto a riposo per un lieve mal di gola, ma sarà convocato, a differenza di Rigoni e Sorensen che saranno pronti per la trasferta di martedì a Cittadella. Out Riccardi, invece oggi Grassadonia deciderà se convocare o meno Ceter che ha ancora qualche fastidio alla caviglia. Infine, la prossima settimana, dopo cinque mesi di stop, tornerà in gruppo Del Favero.
Giovanni Tontodonati
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