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ROSETO. Sono giorni di attesa in casa Roseto Sharks, con i soci intenti a ragionare sul futuro assetto della compagine abruzzese. In attesa di ufficializzazioni, sono sempre più insistenti le voci...
ROSETO. Sono giorni di attesa in casa Roseto Sharks, con i soci intenti a ragionare sul futuro assetto della compagine abruzzese. In attesa di ufficializzazioni, sono sempre più insistenti le voci che vorrebbero un passaggio delle redini dalle mani di Cianchetti a quelle di Daniele Cimorosi, nell’ultimo anno suo vice: una “promozione” che poco cambierebbe nei rapporti societari interni, con Cianchetti orientato a rimanere comunque in società, seppure senza incarichi operativi.
L’altro rumors riguarda il tormentone dell’eventuale rientro di Michele Martinelli, magari come braccio operativo dello stesso Cimorosi: del resto i due erano in tolda di comando già quando Roseto era in Serie A ai tempi di Rauf. L’ipotesi sembra suggestiva ma poco credibile, con lo stesso Martinelli che continua a ripetere sui social network che è lontano da Roseto: insomma, nessun incarico per “Miguelon”, anche se è facile ipotizzare una sua vicinanza magari da consigliere esterno, visti i rapporti di amicizia. Il compito che attende il nuovo presidente è comunque difficile, visto che il numero uno degli Sharks, Peppe Di Sante, vuole rinnovare l’organico.
Una delle prime caselle che dovrà essere coperta, sarà quella del general manager, vista la volontà di Fossataro di avere un ruolo meno in prima linea, dopo tanti anni; un nome potrebbe essere quello di Iwan Bisson, campionissimo dell’Ignis Varese vincitutto insieme a Dino Meneghin, e da anni residente a Roseto; gran signore e profondo conoscitore delle faccende legate al basket, l’ex giocatore della Nazionale potrebbe essere un nome buono anche per il ruolo di team manager.
L’altra scelta da fare in fretta sarà quella del coach: la prima chiacchierata sarà probabilmente con Tony Trullo, ma piacciono anche i nomi di due santoni, visto la loro grande esperienza: il primo sul taccuino potrebbe essere quello di Franco Gramenzi, finalista quest’anno con Ferentino in Coppa Italia, e profondo conoscitore del campionato di A2; l’altro è per i rosetani un ever green: Attilio Caja, coach sanguigno e spigoloso capace di grandi imprese, che quest’anno a Varese in serie A ha dimostrato ancora una volta in pieno il suo valore aggiunto, e che a Roseto è amatissimo da quando salvò gli Sharks nell’ultimo anni di A.
In ogni caso bisognerà scegliere in fretta.
Marco Rapone
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