Rafia-Delle Monache tandem da applausi

Lescano determinante. Palmiero, Vergani e Kolaj deludenti
6 Plizzari. Nel complesso una stagione positiva. La parata più bella a Chiavari nei play off su Paolucci. Ma non ha dato certezze e garanzie.
6 Sommariva. Due errori a Taranto hanno macchiato la sua stagione.
6 D’Aniello. Zeman già a marzo in conferenza ne aveva parlato bene. E gli ha affidato la maglia nelle sfide decisive.
7.5 Brosco. Una stagione positiva giocata da leader. E se la semifinale con il Foggia fosse durata 7” di meno quella partita la avrebbe incorniciata come una delle sue più belle.
6.5 Boben .Tra alti e bassi. La sua miglior versione con Colombo a ottobre e nei play off con Zeman.
6 Ingrosso. Il capitano aveva iniziato bene l’annata. Ma con l’arrivo di Zeman non ha più visto il campo.
6.5 Mesik. Ignorato da Colombo, lanciato da Zeman. Il centrale ha sempre fatto bene.
6 Pellacani. Partito benissimo, poi il ginocchio ha ceduto e si è rivisto nel finale. Indicazioni buone, sarà pronto per la nuova stagione.
7 Cancellotti. Stagione esemplare macchiata dal rigore sbagliato con il Foggia. Ma merita solo applausi.
6 Gozzi. Arrivato a gennaio, il Pescara lo ha scoperto nella semifinale con il Foggia.
6.5 Milani. Un po’ di fatica all’inizio, poi è migliorato, senza eccellere.
5.5 Crescenzi. Ci si aspettava di più da un giocatore della sua esperienza e della sua qualità. Qualche sprazzo del vero Crescenzi, non abbastanza per ottenere la sufficienza.
5 Crecco. Ha recuperato dall’infortunio e ha trovato il gol a Potenza. Ma poi nessuno lo ha più visto. Ceduto al Taranto a gennaio.
5 Saccani. Arrivato come terzino titolare, non ha mai visto il campo e a gennaio ha salutato.
5 De Marino. Arrivato dalla Juve come alternativa a Milani. Via anche lui gennaio.
7 Kraja. Una sorpresa. Dai dubbi del precampionato alle certezze durante la stagione.
6.5 Mora. Fino a marzo da 7.5, con Zeman ha visto poco il campo. Resta un esempio per i giovani.
6.5 Aloi. Mai considerato titolatissimo. Ma il suo in campo lo ha sempre fatto.
5.5 Palmiero. Una delle delusioni. Arrivato in ritardo di condizione non ha mai inciso. Zeman ha provato a rigenerarlo.
8 Rafia. Un genio del calcio di passaggio allo stadio Adriatico. Fabbrica assist con facilità disarmante e delizia con le sue giocate. Andrà in serie A.
6 Gyabuaa. Voto alto ad inizio anno. Ma nella prima settimana di Zeman si è fatto male alla caviglia ed è scomparso dai radar.
6 Germinario. Zeman lo ha lanciato titolare a Picerno in una gara decisiva. Sinonimo di fiducia. In futuro sarà utile.
7.5 Merola. Valore aggiunto. Quando ha la palla, la sensazione è che possa nascere sempre qualcosa di importante. Per pochi centimetri il Var gli ha tolto il gol che valeva la finale play off.
6 Desogus. Talento incredibile ma discontinuo.
8 Lescano. Bravo Facundo. 20 gol, un amore nato e consolidato con Pescara nonostante la brutta parentesi di dicembre. Ma il campo ha dimostrato che è stato determinante.
5.5 Vergani. Tanto talento al punto che Colombo lo stava preferendo a Lescano. Ma servivano altre cose. Zeman lo ha spesso bacchettato. Deludente.
6.5 Cuppone. Benissimo all’inizio poi una lunga flessione. Zeman lo ha rispolverato nelle partite che contano dei play off e lui ha risposto presente.
8 Delle Monache. Classe 2005, ha lavorato in silenzio per capire il calcio dei grandi. E ha appreso in fretta perché Zeman lo ha lanciato e ha deciso la serie play off con Verona ed Entella.
5 Kolaj. Deludente.
6 Tupta. Umile e sempre al servizio della squadra. Via a gennaio. (e.g.)
6 Sommariva. Due errori a Taranto hanno macchiato la sua stagione.
6 D’Aniello. Zeman già a marzo in conferenza ne aveva parlato bene. E gli ha affidato la maglia nelle sfide decisive.
7.5 Brosco. Una stagione positiva giocata da leader. E se la semifinale con il Foggia fosse durata 7” di meno quella partita la avrebbe incorniciata come una delle sue più belle.
6.5 Boben .Tra alti e bassi. La sua miglior versione con Colombo a ottobre e nei play off con Zeman.
6 Ingrosso. Il capitano aveva iniziato bene l’annata. Ma con l’arrivo di Zeman non ha più visto il campo.
6.5 Mesik. Ignorato da Colombo, lanciato da Zeman. Il centrale ha sempre fatto bene.
6 Pellacani. Partito benissimo, poi il ginocchio ha ceduto e si è rivisto nel finale. Indicazioni buone, sarà pronto per la nuova stagione.
7 Cancellotti. Stagione esemplare macchiata dal rigore sbagliato con il Foggia. Ma merita solo applausi.
6 Gozzi. Arrivato a gennaio, il Pescara lo ha scoperto nella semifinale con il Foggia.
6.5 Milani. Un po’ di fatica all’inizio, poi è migliorato, senza eccellere.
5.5 Crescenzi. Ci si aspettava di più da un giocatore della sua esperienza e della sua qualità. Qualche sprazzo del vero Crescenzi, non abbastanza per ottenere la sufficienza.
5 Crecco. Ha recuperato dall’infortunio e ha trovato il gol a Potenza. Ma poi nessuno lo ha più visto. Ceduto al Taranto a gennaio.
5 Saccani. Arrivato come terzino titolare, non ha mai visto il campo e a gennaio ha salutato.
5 De Marino. Arrivato dalla Juve come alternativa a Milani. Via anche lui gennaio.
7 Kraja. Una sorpresa. Dai dubbi del precampionato alle certezze durante la stagione.
6.5 Mora. Fino a marzo da 7.5, con Zeman ha visto poco il campo. Resta un esempio per i giovani.
6.5 Aloi. Mai considerato titolatissimo. Ma il suo in campo lo ha sempre fatto.
5.5 Palmiero. Una delle delusioni. Arrivato in ritardo di condizione non ha mai inciso. Zeman ha provato a rigenerarlo.
8 Rafia. Un genio del calcio di passaggio allo stadio Adriatico. Fabbrica assist con facilità disarmante e delizia con le sue giocate. Andrà in serie A.
6 Gyabuaa. Voto alto ad inizio anno. Ma nella prima settimana di Zeman si è fatto male alla caviglia ed è scomparso dai radar.
6 Germinario. Zeman lo ha lanciato titolare a Picerno in una gara decisiva. Sinonimo di fiducia. In futuro sarà utile.
7.5 Merola. Valore aggiunto. Quando ha la palla, la sensazione è che possa nascere sempre qualcosa di importante. Per pochi centimetri il Var gli ha tolto il gol che valeva la finale play off.
6 Desogus. Talento incredibile ma discontinuo.
8 Lescano. Bravo Facundo. 20 gol, un amore nato e consolidato con Pescara nonostante la brutta parentesi di dicembre. Ma il campo ha dimostrato che è stato determinante.
5.5 Vergani. Tanto talento al punto che Colombo lo stava preferendo a Lescano. Ma servivano altre cose. Zeman lo ha spesso bacchettato. Deludente.
6.5 Cuppone. Benissimo all’inizio poi una lunga flessione. Zeman lo ha rispolverato nelle partite che contano dei play off e lui ha risposto presente.
8 Delle Monache. Classe 2005, ha lavorato in silenzio per capire il calcio dei grandi. E ha appreso in fretta perché Zeman lo ha lanciato e ha deciso la serie play off con Verona ed Entella.
5 Kolaj. Deludente.
6 Tupta. Umile e sempre al servizio della squadra. Via a gennaio. (e.g.)

