Rajola: a Montecatini serve la gara perfetta

Conto alla rovescia per l’Amatori che sabato affronterà Milano
PESCARA. La settimana della volata finale, con traguardo Montecatini e la serie A2. Occasione unica e insperata che l’Amatori intende cogliere, per una soddisfazione propria e per il rilancio, ci si augura stabile nel tempo, della pallacanestro pescarese, rilancio che già con i risultati ottenuti finora si è avviato.
Sabato la prima finale, e i pescaresi avranno di fronte (ore 18.30) l’Urania Super Flavor Milano, capace di battere in trasferta in gara 5, al supplementare, quel Paffoni Omegna che i pescaresi avevano già incontrato nel proprio cammino di Coppa Italia nelle ultime due edizioni. Nessun precedente tra le due formazioni, il team milanese allenato da Davide Villa viene dal secondo posto di regular season nel girone B, nel quale si era piazzato alle spalle dell’Orzinuovi, l’altra finalista che se la vedrà con il San Severo (sabato 15 ore 20.45).
Dunque una finale che ha attinto le prime quattro unicamente dai gironi B e C della categoria, con l’Amatori che, dal quarto posto, ha fatto il salto più lungo. Come valore dell’avversario cambia poco, trattandosi parimenti di società con ben altro budget e chiare ambizioni iniziali. Ma l’Urania avrà di fronte un’Amatori con sopraggiunta maggiore coesione, convinta del proprio potenziale e in forte progressione di rendimento. È molto lontano il momento più basso della stagione, quella bruciante sconfitta interna con Giulianova dalla quale la squadra ha poi saputo ripartire alla grande. E se di fortuna si può parlare per l’opportunità che si è aperta con l’eliminazione di Reggio Calabria, da quel momento in poi si deve parlare solo di meriti.
Prima Nardò e poi Salerno sono state piegate con vittorie di qualità, capitalizzando al meglio e al momento giusto il grande e qualificato lavoro svolto durante la stagione. Si sono poi rivelati positivi gli innesti di gennaio, che forse in un primo tempo avevano alterato qualche equilibrio in campo, e si è completato il lavoro del tecnico sul concetto di squadra, che ha favorito la forza collettiva, riducendo al minimo, tra l’altro, le forzature individuali offensive. Un’Amatori che con questo epilogo ha già abbondantemente vinto la propria stagione, e che ha tutti i presupposti, in gare secche, per apporre quel sigillo da passare alla storia. E che avrà il supporto del pubblico ritrovato, che lo seguirà in massa a Montecatini per la gara di sabato e l’eventuale appello di domenica.
Stafano Rajola bada relativamente al nome della contendente, consapevole della caratura dell’avversario qualunque fosse stato il verdetto di gara 5. «Una squadra di grande esperienza che ha avuto problemi in avvio di campionato, ma dopo è stata sempre in crescendo», afferma il coach pescarese. «È la seconda squadra di Milano, e dispone di giocatori al top della categoria, ben assortiti nei ruoli, anche se poco conosciuti dalle nostre parti per aver sempre militato nei gironi settentrionali. Ribaltare più volte il fattore campo con Omegna non è facile, e basta questo per comprenderne il valore». I registi Simoncelli e Santolamazza, le ali/guardie Scanzi, Perez e Negri, e la batteria dei lunghi costituita da Paleari, Eliantonio e Piunti evidenziano un roster completo e ben assortito.
«Abbiamo poco tempo per studiarli bene, ma stiamo recuperando a dovere le energie e ci stiamo allenando nel modo giusto. Un appuntamento fondamentale nel quale dovremo giocare una partita la più perfetta possibile. Abbiamo già fatto tantissimo, per noi è un onore stare tra le prime quattro, e ci manca solo l’ultimo prestigioso passo». Il punto di vista della società viene espresso dal vice presidente Luca D’Onofrio: «Milano viene da una serie più equilibrata della nostra, e ha giocatori in grado di risolvere in ogni momento la partita, soprattutto in gara secca. A Montecatini non ci si arriva per caso: è chiara la caratura dei nostri avversari, ma nelle finali conta soprattutto come ci arrivi, con quale carica e con quale tenuta fisica e mentale. E da questo punto di vista abbiamo la coscienza a posto. In ogni caso per noi sarà una festa, e speriamo per il futuro di capitalizzare, indipendentemente dal risultato, questo rilevante momento di energia positiva che si è creato intorno a noi».
Paolo Toro
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