Repetto: «Noi outsider in una serie B di ferro»

Il ds: «Cisco mi ricorda Melchiorri, per i nuovi bomber serve pazienza»
PESCARA. Il sudore e la fatica nei prossimi due giorni lasceranno il posto al relax. Oggi, infatti, termina il ritiro del Pescara a Palena con un test in famiglia. I biancazzurri dopo pranzo rientreranno in città per un piccola pausa che durerà fino a mercoledì pomeriggio, quando inizieranno la seconda parte della preparazione al Poggio degli Ulivi. Il ds biancazzurro Giorgio Repetto da Palena traccia un primo bilancio del nuovo Delfino affidato al rampante Luciano Zauri.
Giorgio Repetto, il ritiro di Palena termina oggi. Che bilancio si sente di fare?
«Positivo, anche se le due amichevoli sostenute contro Delfino Flacco e Angolana non possono dare troppe indicazioni. Abbiamo incontrato due formazioni che hanno appena iniziato la preparazione e, secondo me, i test più probanti verranno fatti più avanti. Tuttavia, ho visto che la squadra sta seguendo le indicazioni di Zauri e questa è una cosa positiva. C’è molto impegno da parte di tutti».
Dei nuovi arrivati, nell’ultima amichevole Andrea Cisco si è preso la scena.
«È un ragazzo interessante, come tutti gli altri volti nuovi. Come movenze e corsa mi ricorda Federico Melchiorri ad inizio carriera, quando giocava esterno d’attacco in serie D. Ha 21 anni e tanti margini di crescita, come Di Grazia e Ta Bi. Senza dimenticare Palmiero. Sono tutti elementi tecnicamente molto validi, ma ci sono anche altri da non sottovalutare».
Chi ?
«Ventola e Vitturini, per esempio. Loro due hanno dimostrato che possono stare in questo gruppo. Ventola assomiglia a Philipp Lahm (ex terzino e bandiera del Bayern Monaco, ndr) e può giocare ovunque. Terzino, mezzala, centrale o esterno di centrocampo. È un jolly importante. Vitturini in passato ha dimostrato che in B può giocarci e non dimentichiamo che ha già vinto un campionato con la maglia biancazzurra».
Avete fatto subito diversi acquisti, alcuni dei quali anche altisonanti come Chocev.
«Sono arrivati dei giocatori interessanti, è vero, ma i singoli non possono esaltarsi se non vengono aiutati dalla squadra. Il gioco di squadra è quello che mi interessa di più. Chocev sicuramente è un top player per la B e mi fa piacere che abbia accettato Pescara. È stata una buona intuizione. Se dopo l’infortunio dovesse tornare sui suoi standard, è un giocatore straordinario».
L’impatto di Zauri al timone del Pescara?
«Buono. Luciano è una persona solare, determinata e positiva. Spero che continui così, poi è normale che nel calcio contano i risultati».
Brugman resta o andrà via?
«Egoisticamente dico che dovrebbe restare a Pescara. Per noi è un giocatore molto importante, ma, allo stesso modo, mi farebbe piacere per lui se dovesse andare a giocare in serie A. È un centrocampista che in A farebbe comodo a tutte le squadre che giocano palla a terra e che prediligono il calcio propositivo. Nell’Empoli di Andreazzoli, per esempio, avrebbe fatto benissimo. Nelle squadre che prediligono difendersi, invece, farebbe molta più fatica».
Meglio playmaker o mezzala?
«Può giocare ovunque. Gaston è un generoso, corre tanto, imposta il gioco, ma è anche un grande rifinitore. Il ruolo non è un problema».
A centrocampo, però, qualche cessione dovrà essere fatta. Dieci elementi in mediana non sono troppi?
«No, perché l’anno scorso abbiamo visto cosa è successo dopo la cessione di Machin, l’infortunio di Melegoni e gli acciacchi di Kanoutè. Nel momento topico del campionato non avevamo praticamente pedine da schierare a centrocampo».
Che serie B sarà?
«Più competitiva e più dura rispetto all’anno scorso. Ci sono 5-6 corazzate che hanno allestito delle rose molto forti, tra cui Empoli, in primis, poi Benevento, Frosinone e Cremonese. Poi ci sono 3-4 outsider, come Pescara, Ascoli, Spezia e Salernitana».
Da qui al 2 settembre che mercato farete?
«Sicuramente insieme all’allenatore bisognerà decidere chi mandare via. Dobbiamo sfoltire la rosa, visto che in ritiro eravamo con più di 30 elementi. Almeno 5-6 giocatori dovranno essere ceduti, l’intenzione è quella di averne al massimo 26, portieri compresi. Dopo aver fatto queste valutazioni, allora poi vedremo se si potrà fare qualche altro acquisto».
Che tipi di acquisti?
«Sicuramente non parteciperemo ad aste per elementi ultratrentenni. La mia idea va oltre l’attuale mercato. Io guardo al futuro indirizzando il nostro lavoro sui giovani. Nel giro di un paio d’anni dobbiamo essere capaci di costruire un gruppo di giocatori giovani, in grado di poter disputare dei campionati di buon livello. Il futuro è questo».
Guardando al presente, proverete a prendere un terzino, un paio di esterni offensivi e un centravanti?
«Al momento nessun terzino perché ne abbiamo quattro. Sugli attaccanti dico che ne abbiamo presi due con i quali ci vorrà pazienza».
Si riferisce a Tumminello e Maniero?
«Esatto, ma anche a Di Grazia. Negli ultimi tempi hanno giocato poco, devono essere aspettati e rodati per bene. Con Tumminello non dobbiamo avere fretta, si impegna tanto e ha voglia di dimostrare il suo valore. Il discorso riguarda anche Maniero. Pippo ha voluto fortemente questa maglia, ha rinunciato a parecchi soldi e bisogna aspettarlo perché sta ritrovando la condizione ideale».
Sottil tornerà a Pescara ?
«Me lo auguro, ma leggendo le dichiarazioni dei dirigenti della Fiorentina inizio ad avere dei dubbi. Finora ha fatto molto bene nelle varie amichevoli e credo che il suo futuro dipenda molto dalla permanenza di Federico Chiesa a Firenze».
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