Repetto: ripartire dagli errori

Il dg del Pescara: «Noi dirigenti e i giocatori i più colpevoli. Sottil? A breve la decisione»
PESCARA . Pericolo scampato, si pensa al futuro. Non c’è tempo da perdere, il Pescara è già proiettato al prossimo campionato di B che avrà inizio il 26 settembre. Nelle prossime ore si terrà un summit della dirigenza per stabilire i programmi della nuova stagione e del ritiro che comincerà a fine mese. Al primo punto dell’ordine del giorno c’è la scelta dell’allenatore, con Andrea Sottil che si candida per la riconferma, poi si passerà alla ricostruzione della rosa. Il direttore sportivo Giorgio Repetto ha smaltito la tensione e il felice epilogo dei play out contro il Perugia gli ha restituito il buonumore.
Repetto, è stata dura, ma alla fine il Pescara è riuscito a centrare la salvezza.
«Sono contento, la squadra ha giocato due grandi partite meritando la vittoria. Purtroppo, quest’anno abbiamo rischiato il baratro, adesso dobbiamo rimboccarci in fretta le maniche e lavorare per il futuro. Siamo in ritardo rispetto a molte società di B che, avendo chiuso prima la stagione, si sono già mosse sul mercato».
Quale sarà il primo passo?
«In settimana noi dirigenti incontreremo il presidente per fare il punto della situazione. Ci confronteremo cercando di stabilire una linea da seguire per ripartite in fretta. Veniamo da un’annata complicata, se abbiamo fatto 45 punti significa che ci sono stati problemi. Bisogna analizzare le cause della flessione del girone di ritorno, in cui la squadra ha raccolto appena 19 punti».
A fine gara ha detto: “Di sicuro Zauri, Legrottaglie e Sottil hanno sbagliato meno rispetto alla società e ai calciatori”.
«Lo ribadisco. Nella classifica dei demeriti i tre allenatori occupano gli ultimi posti. Abbiamo commesso più errori noi dirigenti e i giocatori. Nella sua gestione Zauri ha conquistato 26 punti nonostante alcune assenze pesantissime, in particolare quella di Fiorillo che ha saltato 11 partite. Legrottaglie è arrivato in un momento delicato e dopo qualche settimana c’è stato il lockdown che ha sconvolto il lavoro di tutte le squadre. Infine Sottil che ha avuto pochissimo tempo per preparare le partite, ma alla fine è riuscito a portarci in salvo».
A proposito, Sottil sarà confermato?
«Ha buone chance di rimanere, ha disputato due ottime gare ai play out e anche nelle partite precedenti il Pescara ha spesso offerto buone prestazioni. A breve prenderemo la decisione».
Tornando agli spareggi, nei giorni precedenti alle sfide con il Perugia era ottimista o pessimista?
«Ero teso, ma al tempo stesso convinto che ai play out avremmo fatto bene. Certo, un po’ di preoccupazione c’era ed è rimasta anche dopo la vittoria nel match di andata. In fondo, negli ultimi tempi fuori casa abbiamo sofferto tantissimo e alla fine anche a Perugia, pur dominando, siamo stati sconfitti nei 120’. Al tempo stesso, però, ero fiducioso perché la squadra seguiva le direttive dell’allenatore, era concentrata, aveva capito che stavamo sprofondando e pure al Curi ha disputato un’ottima prestazione».
Nel 2006 Grosso, suo genero, realizzò il rigore della vittoria dell’Italia ai Mondiali di Germania. Ha provato le stesse emozioni quando Masciangelo ha segnato il penalty decisivo?
«Ho sofferto più al Curi che a Berlino, mi sento più pescarese che italiano. Sono felicissimo, salvare la categoria per il Pescara era una questione di vita o di morte».
Un pensiero per Massimo Oddo con cui ha conservato un ottimo rapporto?
«È stato infilato in un tritacarne. Al termine del girone di andata il Perugia era in piena zona play off con 27 punti ed è stato esonerato. Poi la società lo ha richiamato a tre gare dalla fine in un momento difficilissimo. La rosa era forte, ma aveva problemi all’interno. Dico la verità, al suo posto non sarei tornato a Perugia, se avessi potuto dargli un consiglio gli avrei detto di rifiutare».
Qual è la squadra che in B ha giocato il miglior calcio?
«Mi sono piaciute Spezia, Cittadella e Crotone. Non ho seguito il Cosenza del girone di ritorno che ha avuto un ruolino incredibile, invece a livello di praticità ho visto un grandissimo Trapani con Castori. E finiamola di raccontare la favola che le sue squadre segnano poco, in verità sono molto prolifiche».
Il giocatore che l’ha impressionata?
«Colpani del Trapani, centrocampista offensivo classe ’99 di proprietà dell’Atalanta, è davvero forte, così come il 19enne playmaker dell’Empoli Ricci. Poi ci sono i vari Dionisi, Benali e Ciano che in serie B fanno la differenza».
Giovanni Tontodonati
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