Rifondazione milanista

21 Agosto 2015

Aspettando mister Bee massicci investimenti per tornare a lottare per i primi posti

Una nuova era, ripartendo da Silvio Berlusconi. Il presidente più vincente nella storia del Milan, ora che la sua parabola politica è nella fase conclusiva, è pronto a tornare a guidare i rossoneri dalla prima linea. Non da solo però. Al suo fianco ci sono (ma forse per il momento è meglio scrivere “ci dovrebbero essere”) i milioni portati dal futuro vice presidente Bee Taechaubol. Mr Bee per comodità. Il magnate thailandese ha promesso di versare 500 milioni nelle casse del club, per acquistare un 48% delle quote che sa di futura maggioranza. Un’ondata asiatica, quella che ha travolto Milano. Prima era toccato ai cugini dell’Inter, colonizzati da Erick Thohir nel dopo-Moratti. Ora i rossoneri e il chiacchierato Taechaubol.

E di “scuola nerazzurra” è l’allenatore scelto per il nuovo corso. Lasciate alle spalle le disastrose esperienze con i debuttanti Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi, i rossoneri hanno optato per un tecnico “scorbutico”, che si è fatto le ossa in provincia a Catania e Bologna e ha ben figurato a Firenze e Gevona (citofonare Sampdoria). Sinisa Mihajlovic per approdare al numero 8 di via Aldo Rossi si è rimangiato i propositi di “fedeltà nerazzurra” predicati ai tempi del Catania, quando dichiarò: «Mai potrei allenare il Milan».

Il tempo cambia le carte in tavola e Sinisa è il sergente di ferro che può rimettere in sella un club abituato a ben altro che agli ultimi campionati anonimi e burrascosi.

Lavoro, serietà, gerarchie e... Una buona infornata di giocatori. La cosa più importante. Abbandonata momentaneamente la via dei soli parametri zero, l’amministratore delegato deputato al mercato Adriano Galliani ha infuso qualità ed energia allo spento motore del Diavolo. Cavalli di classe come Bacca e Luiz Adriano e un’ossatura italiana di primissima qualità. Quell’Andrea Bertolacci faro a centrocampo e quell’Alessio Romagnoli subito sognato dai tifosi come il nuovo Nesta.

Non sono stati affari a buon mercato ma senza innesti di valore non si partiva neanche a ragionare. Anche perché restare troppo a lungo lontani dall’Europa è un lusso che nemmeno uno dei club più vincenti del mondo può permettersi. Figurarsi con un nuovo ambizioso socio nelle stanze della meravigliosa Casa Milan, che presto potrà vantare anche il nuovo stadio al Portello. Un investimento che respira futuro, un nuovo corso. «Il nostro miglior acquisto quest’anno è Sinisa Mihajlovic», ha chiosato Berlusconi, conquistato dal tecnico serbo. Tanto da sbilanciarsi: «Lo scudetto? Solo se lo dirà Mihajlovic».

Dal canto suo Sinisa si è subito dimostrato di un’altra pasta rispetto agli ultimi due allenatori che si sono seduti sulla panchina rossonera. «Sbagliato fischiare Cerci», ha tuonato ai tifosi dopo il convincente successo in Coppa Italia contro il Perugia, fatto di gioco e spettacolo. La squadra ha un piglio diverso rispetto agli ultimi due anni. Grinta e corsa non mancheranno nel 4-3-1-2 che Sinisa ha scelto per il suo Milan. «Vogliamo che si ricominci a parlare di Milan e tornare a giocare alla pari con le più forti squadre d’Europa», i pensieri del tecnico in estate. «E se arrivasse Ibra saremmo da scudetto».

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