Risveglio Napoli, tris da applausi L’Inter in dieci crolla nella ripresa

22 Maggio 2023

I campioni d’Italia approfittano dell’espulsione di Gagliardini. Spalletti e il futuro: «Tutto definito» La Lazio vince a Udine e sale al terzo posto. Pari tra Lecce e Spezia: anche la Cremonese retrocede

NAPOLI. I neo campioni d'Italia ritrovano smalto e convinzione e si prendono la soddisfazione di sconfiggere (3-1) anche l'Inter, l'unica squadra che fino a ora era imbattuta nelle sfide di campionato con gli azzurri. Simone Inzaghi decide di giocarsela solo in difesa e alla lunga, complice anche l'espulsione di Gagliardini per doppia ammonizione che costringe la sua squadra a giocare in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo, viene punito con una sconfitta meritata proprio per l'atteggiamento rinunciatario con il quale viene affrontata la partita. Spalletti manda in campo la formazione migliore possibile. Inzaghi fa respirare un buon numero di titolari, in vista della finale di Coppa Italia di mercoledì sera contro la Fiorentina. L'allenatore dei nerazzurri piazza la sua squadra nella propria metà campo con l'ordine di pensare principalmente a contenere le offensive del Napoli e a chiudere tutte le linee di passaggio per gli attaccanti di Spalletti. L'atteggiamento tattico prudente dei nerazzurri rende la partita a senso unico, con il Napoli quasi sempre in possesso della palla e con l'Inter che si difende con cinque uomini allineati davanti a Onana e i tre centrocampisti a ridosso. La situazione cambia al 41' quando Gagliardini abbatte Anguissa e viene espulso per doppia ammonizione. Nella ripresa, infatti, l'atteggiamento di chiusura dell'Inter si fa ancora più accentuato e il Napoli, grazie anche alla superiorità numerica si fa sempre più minaccioso. Il gol del vantaggio arriva al 21' con Anguissa. L'Inter trova il pareggio al 36' con Lukaku. Il Napoli, però, non si arrende e si riversa ancora in avanti. Al 39' Di Loenzo riporta in vantaggio la sua squadra con un tiro dalla distanza di sinistro. L'Inter tenta il tutto per tutto e viene punita allo scadere del recupero in contropiede da Gaetano che fissa il punteggio sul 3-1. Inter al quarto posto dopo il successo della Lazio (terza) a Udine «C’è rammarico perché nel primo tempo avevamo sofferto il giusto», ha detto Simone Inzaghi. «L’espulsione ci è costata cara. È una sconfitta che ci rallenta, ma la squadra ha dimostrato di esserci, anche in 10, contro i campioni d’Italia». «Non sto aspettando niente», ha detto invece Luciano Spalletti sul suo futuro a Napoli, «è tutto chiaro, c'è soltanto da dirlo e abbiamo convenuto con il presidente De Laurentiis di aspettare. Non so che quello manca, ma è tutto chiaro».
Cremonese retrocessa. Con il pareggio (0-0) tra Lecce e La Spezia la Cremonese retrocede matematicamente dopo una sola stagione in serie A.
Bundesliga: la favola di Haller. A novembre veniva operato per la seconda volta per rimuovere il tumore maligno ai testicoli che gli era stato diagnosticato la scorsa estate. Quel giorno, dal letto d'ospedale, Sebastien Haller faceva sapere che «era andato tutto bene». Pensava a vincere la sfida più importante, in fondo era stato lui l'acquisto dell'estate del Borussia Dortmund, che per 31 milioni di euro lo aveva prelevato all'Ajax. Ora, invece, l'incredibile sta diventando realtà. Haller, vincendo prima di tutto in nome della vita, era tornato in campo il 22 gennaio scorso entrando al posto del giovane talento Moukoko al 62' della sfida contro l'Augusta. E ieri, di nuovo contro l'Augusta, questa volta in trasferta, la favola si è compiuta: ha segnato due delle tre reti (la terza di Brandt) che sono valse al Borussia il sorpasso nei confronti del Bayern Monaco, sconfitto sabato dal Lipsia, a una sola giornata dalla fine del campionato. 70 punti il Dortmund, 68 il Bayern, e mancano soltanto 90 minuti, quelli che sabato prossimo i gialloneri giocheranno in casa contro il Magonza.
Liga: insulti razzisti. Pomeriggio da dimenticare per Vinicius al Mestalla, dove il Real Madrid perde 1-0 col Valencia. Come già capitato in altre occasioni durante la stagione, l’attaccante brasiliano è vittima di insulti razzisti, tanto che a un certo punto, attorno al 70’, indica ripetutamente all’arbitro il tifoso che lo aveva preso di mira. «Non voglio giocare più», le parole di Vinicius intercettate dalle telecamere. Il direttore di gara arriva a interrompere la gara per due volte, senza però sospenderla del tutto, e nel recupero la tensione sale alle stelle col brasiliano che rimedia pure il rosso per una manata a Hugo Duro.
Angelo Caradonna