Roma, De Rossi nel mirino Juve-Sarri, sprint finale

31 Maggio 2019

Secondo Repubblica l’ex capitano ha guidato una fronda per allontanare Totti, Monchi e Di Francesco. A Torino si attende la rescissione del tecnico col Chelsea

ROMA. Del nuovo allenatore (si parla anche di Mihajlovic) e del prossimo ds ancora non ci sono tracce, in compenso polemiche e veleni fanno ormai parte della quotidianità giallorossa. La Roma che appena un anno fa si era issata a un passo dalla finale di Champions non c'è più. Sparita sul campo e a Trigoria, dove chi adesso programma il futuro si trova a dover fare i conti con un recente passato fatto di rivolte, ricatti e trame di spogliatoio secondo quanto rivelato da La Repubblica. Nell'inchiesta pubblicata dal giornale si dà conto infatti di come De Rossi e altri tre senatori della squadra (Dzeko, Manolas e Kolarov) avrebbero fatto pressione per mandare via Totti, Monchi e Di Francesco poiché scontenti dell'andamento della stagione e di alcune mosse di dirigenti e allenatore. L'articolo riporta innanzitutto il malcontento di De Rossi per l'acquisto di Nzonzi, che riteneva un suo doppione. L'ex capitano si sarebbe arrabbiato al punto da chiedere alla dirigenza attraverso il suo agente la rescissione del contratto e, in un momento di collera, avvisarla con la frase: «Se non risolviamo la cosa, vi faccio arrivare decimi». Nell'inchiesta viene poi riportato il contenuto di una email dello scorso dicembre inviata a James Pallotta dal preparatore atletico Ed Lippie (uomo di fiducia del presidente americano) dal quale emerge il malessere della squadra nei confronti di Di Francesco, Monchi e Totti. Le fonti di Lippie sono il fisioterapista Damiano Stefanini, molto legato a De Rossi, e il medico sociale Riccardo Del Vescovo. Entrambi vengono allontanati dopo l'eliminazione dalla Champions col Porto assieme al tecnico e al ds spagnolo. Monchi e Del Vescovo, hanno preferito un commento laconico. «Adesso lavoro al Siviglia e ho già tanti casini» le parole dell'ex ds, che fanno il paio con quelle del medico: «Non voglio fare commenti, ma sono molto rispettoso della Roma». Società che invece, tramite una nota, ha preso le distanze dalla ricostruzione apparsa su Repubblica.
Se nella capitale regna il caos, a Torino la Juventus ha le idee molto chiare per l’ingaggio di Sarri. Dopo il trionfo del Chelsea a Baku, il primo trofeo nel suo palmares, Sarri è arrivato a un bivio: una strada (difficile) lo farebbe restare a Londra, l'altra potrebbe condurlo a Torino. Nel dubbio non passeranno più di un paio di giorni, quelli necessari a incontrare la dirigenza dei Blues per discutere della sua posizione. C'è attesa per il vertice tra l'agente di Sarri, Ramadani, e la dirigenza per capire come liberare l'allenatore dalla società londinese e permettergli di firmare con la Juventus. L'obiettivo è studiare una exit strategy che possa accontentare tutti, anche se si percepisce il timore che l'operazione possa essere più complicata dopo la conquista dell'Europa League. La preoccupazione è infatti che il Chelsea possa chiedere un indennizzo per lasciar partire Sarri.
Angelo Caradonna