Roma in crisi, Monchi fa scudo
Il ds difende la squadra e Di Francesco dopo il ko col Real: «Io il responsabile»
ROMA . Poco riposo, subito a lavoro. Rientrata mercoledì a notte fonda da Madrid, la Roma è tornata ad allenarsi ieri mattina a Trigoria per cominciare a preparare la trasferta di domenica a Bologna. Di Francesco ha fretta di trovare una via d'uscita alla crisi che sta attraversando la squadra, presa a pallonate dal Real al debutto in Champions League. Il tecnico deve fare i conti con un'involuzione generale che ha coinvolto il gruppo togliendogli certezze. Manolas ha parlato apertamente di «momento difficile in cui manca la fiducia» e di «paura di gestire la palla».
Una mano forse la potrà dare il rientro in campo di Pastore, tornato ad allenarsi dopo aver smaltito l'affaticamento muscolare. Anche il Flaco d'altronde è alla ricerca di se stesso. Arrivato nella Capitale con tutti gli onori rischia infatti di diventare l'emblema dei problemi della Roma. Ovviamente Monchi si augura di vedere presto l'ex Psg al centro del gioco, ma nell'attesa di veder fruttare la campagna acquisti estiva si erge a scudo di squadra e allenatore attirando su di sé le critiche dell'ambiente. «Se bisogna cercare un responsabile quello sono io, mi prendo tutto, ho le spalle larghe», ha dichiarato dopo il 3-0 del Bernabeu. «In una stagione capitano momenti del genere, lo scorso anno ci è successo tra dicembre e gennaio, la differenza è che stavolta ci è capitato prima. Sono preoccupato, ma non pessimista. Ho fiducia in Di Francesco, sono convinto al 100% che troverà la strada giusta».
Per il ds, che ieri ha compiuto 50 anni, è insomma solo questione di tempo. Lo stesso che Di Francesco, senza un cambio d'atteggiamento, non sembra più tanto disposto a concedere ad alcuni elementi in rosa. Nel mirino dell'abruzzese è finito in particolare il duo olandese Karsdorp-Kluivert, spedito in tribuna dopo prestazioni negative in partita e allenamenti ritenuti insufficienti a Trigoria. Si spiega anche così l'esordio di Zaniolo, «un segnale generale da dare al gruppo, i ragazzi che danno il massimo in allenamento devono avere la possibilità di giocare». Da capire adesso se a Bologna si tornerà all'antico o se invece i pochi allenamenti a disposizione prima della sfida al Dall'Ara porteranno Di Francesco a sperimentare ancora nuove soluzioni.

