Roseto basket, pressing su coach Gramenzi: la pista è calda

Il tecnico ha salutato Latina e si avvicina al ritorno. Intanto, il club rosetano valuta una sinergia con l’Academy
ROSETO. Roseto vuole ripartire da Franco Gramenzi, e forse non poteva esserci segnale più forte dopo una stagione conclusa con una meritata retrocessione in serie B. Mentre la società rimane ufficialmente in silenzio, dietro le quinte qualcosa pare si sta muovendo, e il nome che circola con insistenza è quello del tecnico teramano che più di ogni altro negli ultimi anni, ha saputo incarnare identità e spirito della pallacanestro rosetana. Le ultime notizie provenienti da Latina sembrano rafforzare ulteriormente questa possibilità. Franco Gramenzi ha infatti salutato ufficialmente la Benacquista Basket al termine della festa conclusiva di fine stagione confermando il proprio addio alla panchina pontina. «Vivo di stimoli e qui purtroppo si vive nel buio», ha detto il coach abruzzese, facendo riferimento alle incertezze strutturali che continuano a circondare il futuro del PalaBianchini, chiuso ormai dal 2023. Una situazione complicata che avrebbe progressivamente logorato il rapporto tra ambiente e squadra, costretta da tempo a emigrare tra Cisterna e Ferentino, lo scenario in cui Roseto starebbe inserendosi con decisione, con la voglia di ricucire quei motivi di contrasto che portarono all’addio di un anno fa.
Per la piazza biancazzurra il suo ritorno rappresenterebbe molto più di una semplice scelta tecnica, sarebbe un tentativo concreto di rilanciare ambizioni e identità dopo una retrocessione vissuta come un trauma sportivo: perché Gramenzi, a Roseto, significa pallacanestro riconoscibile, organizzazione, disciplina tattica e soprattutto valorizzazione dei giovani. E allora non sarebbe un caso che, parallelamente a questo possibile ritorno, stiano emergendo indiscrezioni anche su una collaborazione più stretta tra Pallacanestro Roseto e Roseto Basket Academy, una delle realtà giovanili più interessanti del panorama nazionale: l’idea sarebbe quella di creare una filiera tecnica capace di garantire spazio e sviluppo ai migliori talenti locali. Un progetto che si sposerebbe perfettamente con la filosofia di Gramenzi, da sempre allenatore capace di lavorare sui giovani senza rinunciare alla competitività.
In questa ottica, nomi come quello di Filippo Gaeta, già protagonista in doppio tesseramento nell’ultima stagione, potrebbero diventare centrali nel nuovo corso. Infine la questione ripescaggi: la Liofilchem è la prima avente diritto in questo scenario ad oggi impossibile da prevedere, ma che nel basket estivo italiano non può mai essere escluso a priori. Roseto dunque sembra già guardare avanti: la dimostrazione che il basket qui non è soltanto uno sport, ma identità. Ed è proprio da quell’identità che il club pare voler ripartire.

