Roseto chiede strada all’ex Fultz

Al PalaMaggetti in arrivo l’Imola, il play romagnolo: «È la partita del cuore, ma voglio vincerla»
ROSETO . Si avvicina domenica e con essa la partita tra la Sapori Veri Roseto e l’Andrea Costa Imola che proprio ieri ha riabbracciato Tim Bowers, appena rientrato da un viaggio lampo negli Stati Uniti, per improrogabili quanto improvvisi impegni di natura familiare. Buone notizie quindi per coach Di Paolantonio, allenatore teramano con tre anni di vita da Squalo alle spalle (uno come vice di Trullo, due da head coach), che ha recuperato anche il play Valentini. L’allenatore degli imolesi non sarà l’unico ex del match: dietro le scrivanie dell’Andrea Costa infatti, c’è il dirigente rosetano Alex Petrilli, mentre in campo ci sarà il play Robert Fultz, che al telefono ha raccontato al Centro così l’emozione dell’ennesimo ritorno al PalaMaggetti: «Per me Roseto è un posto particolare, a cui sono legato non solo per motivi di carriera, ma anche per i tanti amici che ci sono. Mi aspetto la solita gara difficile contro una squadra molto giovane che fa dell’atletismo e dell’energia il suo punto di forza; noi arriviamo dopo due sconfitte subite entrambe nei finali di gara e per pochissimi punti, con questo dimostrando di essere comunque competitivi per la vittoria. Ovviamente da parte nostra c’è del rammarico per non esserci riusciti, ma anche la consapevolezza che possiamo giocarcela».
Secondo Fultz, 37 anni, le prime due giornate di campionato hanno già raccontato una prima verità: «Mi sembra evidente che ci sia una squadra sopra tutte le altre, ed è Verona. Subito dietro però, con altrettanto talento ma forse meno lunghe ci sono Udine ed anche Forlì. Ma tutte le altre, comprese Imola e Roseto, mi sembrano tutte vicinissime, tant'è vero che nell'ultimo turno le loro partite sono tutte finite con uno o al massimo due possessi di differenza. Vuol dire che in qualche modo si sta creando un grande equilibrio, e questo alla lunga potrebbe far sì che non ci si divida in modo netto tra chi lotta per i play off e chi invece per i play out, ma c’è il rischio che si resti tutti vicini. Se andasse davvero così, significherebbe che ogni vittoria conta tantissimo, e non importa come essa arrivi: quel canestro della vittoria da metà campo che ho visto fare ai rosetani contro Caserta potrebbe alla fine anche essere decisivo».
Marco Rapone
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