Roseto, convince subito il nuovo play Mouaha

12 Agosto 2019

Il camerunense: «Ci stiamo allenando bene, c’è feeling con i compagni»

ROSETO. Non perdono tempo quelli del Roseto Sharks, che hanno già giocato la prima amichevole di stagione contro i ragazzi della Houston University, campionato americano Ncaa. Partita che alla fine ha dimostrato di avere pochi contenuti tecnici, sia perché gli Squali erano reduci da soltanto un paio di allenamenti, sia perché le condizioni del parquet dell’Altero Felici di Roma hanno costretto gli arbitri a fermare la partitella alla fine del terzo quarto per la troppa scivolosità del pavimento che era diventato potenzialmente pericoloso. E poi per i biancazzurri non c’erano nemmeno Pierich, Oliva e Ciribeni: il capitano perché segue una tabella di marcia particolare col fine di preservarlo da futuri guai alla schiena, Oliva perché occupato a recuperare dai guai al suo ginocchio in palestra, Ciribeni semplicemente per non forzarlo inutilmente dopo la storta alla caviglia rimediata al primo allenamento.
Qualche spunto comunque la sfida lo ha dato: il play camerunense Mouaha è sembrato fortemente in palla, bravo a spingere negli uno contro uno sfidando e battendo regolarmente l’avversario americano. E con lui è andato bene anche il pivot Usa Lattin: in difesa il giocatore ha lasciato già intravedere certe possibilità che gli permettono di essere spesso d’aiuto ai suoi compagni, motivo principale per cui coach D’Arcangeli lo ha fortemente voluto (una sua stoppata contro il pari ruolo di Houston ha rimbombato per qualche secondo nell’impianto romano); in attacco invece si vede che pur avendo mani educate, non a caso sono arrivare due triple segnate dal campo, ha bisogno di ricevere palloni con il contagiri per poter essere pericoloso: insomma, starà agli esterni in biancazzurro il compito di imbeccare questo nuovo americano, che per il momento dà l’impressione di dover lavorare parecchio per costruirsi dei movimenti d’attacco. In ogni caso Lattin, che si è aggregato per ultimo al gruppo, ha comunque ben impressionato i nuovi compagni: apprezzabile la sua capacità di parlare già qualche parola in italiano (non dimentichiamo che la madre ha un passato di giocatrice ad alti livelli, anche in Italia), un segno beneagurante che lascia presagire un inserimento veloce nei meccanismi del basket nostrano. Per il resto, detto che il croato Menalo ha giocato poco per colpa di una botta, coach D’Arcangeli ha pensato soprattutto a ruotare tutti i suoi, dando spazio all’infinita serie di giocatori stellini che sono lì che scalpitano per farsi vedere.
Il nuovo playmaker Aristide Mouaha, si è detto soddisfatto del lavoro fin qui svolto: «Questi primi allenamenti sono andati molto bene per me, ho badato soprattutto a non strafare a livello fisico per non rischiare inutili infortuni». Si prospettano quindi ampi margini di miglioramento sia fisici che tattici. Mouaha conferma: «La buona notizia è che è scattato subito un feeling buonissimo con tutti i compagni, si vede che stiamo tutti cercando di creare un’atmosfera familiare che non potrà che farci bene». Nessuno stupore nell’allenarsi con nuovi colleghi? «In realtà sono rimasto abbastanza stupito da tutti: essendo una squadra molto giovane, si poteva anche pensare che ci fosse qualcuno più indietro degli altri, almeno all’inizio. E invece la bella sorpresa è che qui tutti, davvero tutti, siamo già concentrati al massimo e focalizzati sui nostri obiettivi di squadra». Gli Sharks non vogliono perder tempo, usando questo primo periodo per mettersi subito alla prova a suon di amichevoli: la scelta giusta secondo Mouaha. «Credo che questa scelta sia un vantaggio per noi, per almeno due motivi. Anzitutto perché così possiamo darci subito le prime regole di squadra su come comportarci in determinate situazioni di gioco. E poi perché così ci abituiamo da subito a stare in campo come vuole il coach: sempre a giocare al massimo, che si tratti di allenamenti, amichevoli o partite ufficiali».
Prossima amichevole già oggi, sempre nelle strutture romane, quando gli Sharks affronteranno la squadra della Miami University; a seguire trasferimento a Roccaporena di Cascia dove resteranno fino a mercoledì 21: nel mezzo altre due amichevoli, per le quali gli Squali torneranno a giocare a Roma, il giorno 17 contro la Baylor University e il 22 contro Brigham Young. Poi l’ultimo trasferimento a Roseto, per concludere la preparazione.
Marco Rapone
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