Roseto, festa con i tifosi Pierich: pronto a restare

16 Maggio 2019

Basket A2, stasera è in programma l’abbraccio finale tra gli Sharks e i sostenitori Il capitano: «Nessuna preclusione a proseguire questa avventura, parliamone»

ROSETO. È tempo di festeggiare per gli Sharks, con la squadra che stasera parteciperà alla serata in suo onore organizzata dal club al Lido Bellavista Mare di Roseto. La società invita quindi i tifosi a quest’ultimo abbraccio, per chiudere una stagione andata ben oltre le previsioni, con una salvezza conquistata con cinque giornate d’anticipo, impreziosita da una serie play off giocata alla pari fino a pochi secondi dalla fine di gara 5 a Treviglio. Tutti presenti staff e giocatori, mancherà solo l’ala camerunense Paul Eboua già volato in America per un paio di settimane di workout Nba a Las Vegas: il giocatore, già dichiaratosi per il draft, saprà tra due settimane se il suo sogno si avvererà o sarà rimandato. Chi ci sarà è ovviamente capitan Pierich: «Siamo pronti per questo abbraccio con la nostra gente: dico la verità, mi sarebbe piaciuto restare qualche giorno in più, ma gli impegni di famiglia mi reclamano». Porchetta e birra van bene per festeggiare la sua scelta di diventare uno Shark? «Il coach mi aveva chiesto di fare il giocatore e di essere da guida per i giovani, due responsabilità che ho subito accettato». Ma dopo il precampionato aveva già un’idea di quel che poteva accadere? «Avevo speranze, col senno di poi ben riposte. Ho trovato un gruppo di 18 ragazzi pronto a lavorare sodo per diventare dei professionisti: questo ci ha permesso di allenarci al massimo, e una volta scontati certi errori dovuti all'inesperienza, abbiamo ingranato facendo un campionato pazzesco». Il suo futuro sembra già scritto: D’Arcangeli ha sempre avuto per lei parole al miele, così come il patron Cimorosi. «E’ vero, ad oggi non c’è un motivo a livello sportivo per dire di no ad una offerta, e questa penso sia un’ottima base di partenza». Una seconda stagione da Squalo come la vede? «Bene. Ma questo progetto prevede sempre un anno zero, e tutti, club giocatori e tifosi, devono sempre ricordarselo: un anno magari si farà un campionato buonissimo, e magari un altro anno ci potrà essere più sofferenza». Roseto potrebbe essere il club col quale chiudere la carriera? «L’esperienza mi ha insegnato che è meglio pensare un anno alla volta: so solo che per ora ho trovato persone fantastiche, per cui rimango sereno e mi godo il momento. Poi vedremo quello che verrà».
Marco Rapone
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