Roseto, una prova di forza e il trionfo è un capolavoro

21 Febbraio 2022

Schiantato il Cesena malgrado le assenze nel quintetto base, un grande collettivo Sorpresa nel finale: Quaglia fa entrare i suoi giovani, in campo soltanto rosetani

ROSETO. Ancora un’impresa per la Liofilchem Roseto, che ha sonoramente battuto ieri i Tigers Cesena per 98-65. Attenzione però, perché stavolta i numeri non raccontano quanto fosse difficile in realtà questo match prima di giocarlo, e dunque perché la prestazione del Roseto sia stata incredibile: più che una vittoria, è stato un capolavoro della squadra, sia quella che ha giocato, sia quella seduta nel parterre, sia quella rimasta a casa. Stavolta, infatti, seduti in borghese c’erano capitan Ruggiero ed il lungo Serafini, come nel turno precedente, a cui si aggiungeva Amoroso anche lui per guai fisici, tutti prodighi di consigli di fianco alla panchina biancazzurra; Pastore, invece, era rimasto addirittura a casa. E senza 4 giocatori da quintetto base, cosa si è inventato coach Quaglia con il suo staff? Una prestazione collettiva da stropicciarsi gli occhi. Eppure la partenza non era stata proprio scintillante, ma dopo il time out del minuto 16 (30-38 sul tabellone), i biancazzurri si sono scatenati, con un parziale di 24 a 5 che li mandava avanti di 11 punti all’intervallo lungo. Da lì in poi è stata solo forza d’urto biancazzurra: in campo a suon di canestri (34-9 il parziale del terzo quarto), sulle tribune con una spinta continua che sembrava di essere già ai playoff. MVP del match Aleksa Nikolic con 41 punti in 31 minuti e 50 di valutazione, tanto per fare un paragone diciamo che in attacco sembrava Paolo Rossi al Mundial 82. Bellissima pure la difesa mostrata: zona 1-3-1 e 2-3 come alchimia tattica, ma pure una marea di aiuti che hanno fatto la differenza. La chicca nei minuti finali di un’ultima frazione di gioco giocata solo per il cronometro, quando a 2’ dalla fine, coach Quaglia ha fatto entrare i suoi giovani: e così in campo c’erano Alessandro Palmucci (Roseto Academy e Roseto 20.20), Niccolò Gaeta (che è in doppio tesseramento col Mosciano in serie C), e poi il classe 2005 Mattia Di Marco coi classe 2006 Nicola Mariani e Andrea Di Tecco, tutti della Virtus Roseto. Era forse dagli anni Sessanta che non si vedevano in serie B, con questa maglia, un coach e un quintetto tutto rosetano, come ha detto Emidio Testoni, oggi senior assistant, che fece parte di quel quintetto “degli invincibili” che nel 1957 conquistò la serie A: «Lo aspettavo da una vita, sono commosso. Sono felice perché era una gara particolare, ma abbiamo risposto da Roseto».
Marco Rapone