Rossi: il Pescara deve essere il Milan della serie B

Il terzino sinistro disoccupato dopo il fallimento del Parma: «Come ha detto Mihajlovic ai rossoneri: puntare in alto»
PESCARA. Tra gli oltre cento calciatori svincolati in seguito al fallimento del Parma c'è anche Andrea Rossi. Lo scorso gennaio il terzino di San Benedetto del Tronto è tornato in prestito al Pescara dopo la parentesi di Latina. Il tracollo finanziario degli emiliani ha reso nullo il contratto con scadenza al 2017 e Rossi è libero di firmare con un altro club. Di sicuro perderà molti soldi perché sarà difficile trovare una società disposta a riconoscergli lo stesso stipendio (300mila euro) che percepiva in Emilia.
«Per me», disse il 29enne qualche mese fa, «non è una bella una situazione, ma per molti ragazzi e dipendenti rischia di diventare un dramma». Ieri il calciatore era a Torino, città della moglie, per celebrare il battesimo del secondogenito Christian. A breve tornerà a Pescara per incontrare i dirigenti. «Mi piacerebbe continuare in un posto in cui mi sono trovato benissimo. Ovviamente, il buon esito della trattativa dipenderà dai piani tecnici e societari. Mi auguro di trovare presto un'intesa. Da quando ho finito il campionato non ho più sentito nessuno, ma nei prossimi giorni ci saranno novità sul mio conto».
Rossi sente la necessità di proseguire il percorso che si è interrotto nella finalissima di Bologna. «È stata una forte delusione, eppure tanti segnali lasciavano presagire un epilogo diverso. Eravamo convinti di poter battere il Bologna, ma la promozione non è sfumata al Dall'Ara. Avremmo dovuto vincere il match di andata perché sapevamo che sarebbe stata dura farlo in trasferta per tanti motivi. Inutile nascondere che molti non ci volevano in serie A, però Oddo ci aveva preparati benissimo da questo punto di vista. Non abbiamo perso mai la calma e abbiamo disputato una grande partita».
La carica del giovane allenatore è stata contagiosa. In pochi credevano in un cambio di marcia così repentino. «Quando ero a Siena e lui a Lecce ci siamo incrociati. Lì ho capito subito che, oltre alle qualità tecniche, aveva una grinta e un'intelligenza tattica fuori dal comune. Nonostante avesse giocato con grandi club, non aveva perso la voglia: era sempre concentrato. Quando è arrivato ci ha detto che non avevamo nulla da perdere. Ha chiesto a tutti di dare il massimo perché eravamo una grande squadra. Infine, ci ha esortato ad attaccare e non indietreggiare: il Pescara non era costruito per difendersi». L'esonero di Baroni a un solo turno dalla fine ha sorpreso tutti. «Con lui abbiamo avuto un rendimento altalenante, però il suo lavoro è stato positivo. Da un punto di vista tattico e fisico tanti calciatori hanno tratto benefici, come Bjarnason che alla fine ha segnato 12 gol, lo stesso Melchiorri alla sua seconda stagione in B, oppure Politano che giocherà in A. Forse, quando le cose stavano andando bene, avrebbe dovuto spronare il gruppo con maggiore convinzione, ma ho grande stima di Baroni».
La tifoseria non è soddisfatta del mercato. «Aspettiamo prima di giudicare, sono convinto che la dirigenza saprà rimpiazzare i partenti. Due anni fa avevamo un'ottima squadra, ma abbiamo fallito l'accesso ai play off. Al contrario, nella scorsa stagione, siamo partiti a fari spenti arrivando ad un passo dalla A». Dunque, il terzino resta fiducioso. «I tifosi del Pescara sono sempre esigenti, ma li invito a stare tranquilli perché la società ha dimostrato di saper costruire buone squadre. Avete sentito le dichiarazioni di Mihajlovic? Ecco, il Pescara è il Milan della serie B. Qui bisogna sempre puntare in alto, anche se quest'anno la concorrenza sarà molto agguerrita".
Ritiro. La partenza è fissata per sabato 11 luglio, ma già da domani inizieranno le visite mediche. Si comincerà con i più giovani per poi arrivare a venerdì con gli ultimi test. La prima parte della preparazione si svolgerà a Pizzoferrato, mentre la seconda a Cingoli, in provincia di Macerata.
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