Sabato con la Ternana la sfida verità

Serve una reazione convincente. I tifosi si dividono sulle responsabilità del boemo
PESCARA. Quattro punti nelle ultime sei partite di campionato. È questo il magro bottino del Pescara che sabato alle 15 ospiterà la Ternana per provare ad uscire dalla crisi. Il ritorno al successo contro la Pro Vercelli aveva illuso tutti. Sembrava che il lavoro di Zeman stesse finalmente per decollare, invece a La Spezia c’è stato un brusco risveglio. Al Picco è arrivata la quarta sconfitta in poco più di un mese. La serie nera era iniziata col ko a Empoli (1-3) lo scorso 24 ottobre, seguito dal fragoroso tonfo casalingo col Brescia (0-3), prima del pareggio casalingo contro il Palermo e della sconfitta sul campo del Bari. Un ruolino negativo interrotto nel match vinto all’Adriatico con la Pro Vercelli. Ma a La Spezia i biancazzurri sono ripiombati nella triste situazione delle precedenti settimane riaprendo di fatto la crisi. La classifica è rimasta corta e i biancazzurri sono a tre punti dalla zona play off e alla stessa distanza dagli spareggi per non retrocedere.
La situazione. Da qualche giorno la posizione di Zeman non è più saldissima. Circolano già i primi nomi di possibili successori (Colantuono, Di Carlo e Stellone) e i tifosi fanno sentire la loro voce nei punti di ritrovo e, soprattutto, sui social. Alcuni chiedono la “testa” del boemo, altri puntano il dito contro la società. E c’è chi pure chi attacca i calciatori, rei di non impegnarsi al massimo. La gara con la Ternana potrebbe essere decisiva per Zeman, anche se, quando è intervenuto per esonerare un allenatore, il presidente Sebastiani non ha mai agito d’impeto. Al contrario, ha spesso difeso strenuamente i tecnici e per questo ha incassato critiche dai tifosi. Non si è mai fatto condizionare dall’umore della piazza e in varie circostanze ha protetto gli allenatori in situazioni molto complicate. Ad esempio Baroni dopo lo 0-5 col Carpi o lo stesso Oddo al termine di alcune gare dell’anno scorso (0-4 con l’Empoli o 0-3 col Bologna). Ieri Sebastiani ha toccato quota sei anni della sua presidenza iniziata il 28 novembre del 2011. Durante il suo mandato si sono succeduti sulla panchina del Delfino nove tecnici: Di Francesco, Zeman, Stroppa, Bergodi, Bucchi, Marino, Cosmi, Baroni e Oddo. In totale, sono stati cinque i cambi in corsa: Stroppa, Bergodi, Marino, Baroni e Oddo. Oltre ai risultati negativi, c’è un altro elemento che si è sempre rivelato indispensabile per voltare pagina: lo scollamento tra squadra e tecnico. Quando Sebastiani ha capito che il feeling tra le componenti era compromesso ha fatto ricorso all’esonero. La partita contro la Ternana sarà il banco di prova. Sabato si capirà se tra Zeman e i giocatori la distanza è diventata incolmabile. L’atteggiamento in campo nel secondo tempo del match con lo Spezia è inammissibile e di sicuro Sebastiani non assisterà impassibile ad un’altra figuraccia. Se il Pescara perdesse giocando come ha fatto nella ripresa a La Spezia, allora sì, Zeman rischierebbe di grosso. Al contrario, qualora il Delfino si esprimesse in modo convincente (ad esempio come nel secondo tempo di ieri con la Samp), si andrebbe avanti con il boemo e magari a gennaio si cercherà di accontentarlo sul mercato. Zeman non ha mai creduto agli effetti positivi della finestra invernale delle trattative, però, ricordando le sue parole dopo la chiusura del mercato estivo (“Me lo aspettavo diverso”), magari ci sarà la possibilità di correggere qualcosina.
Pochesci squalificato. Sono quattro i giocatori squalificati per un turno in B: Cionek (Palermo), Coletti (Foggia), Volta (Perugia) e Legati (Pro Vercelli). Tra le società, multe per Ternana (14mila euro); Foggia (10mila), Avellino (5mila), Virtus Entella (1.500). Una giornata di squalifica al tecnico della Ternana Pochesci («per avere, al termine della gara col Perugia, rivolto all'arbitro espressioni ingiuriose») che sabato non sarà in panchina all’Adriatico.
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