Scatti in salita e gps per i muscoli del Pescara

I segreti dei due preparatori di Oddo, Ciotti e Proietti (ex Bayern), che fanno sudare i biancazzurri: "Tecnologia per valutare le perfomance dei singoli"
PESCARA. Una coppia per far volare il Pescara: Ermanno Ciotti e Riccardo Proietti, i preparatori atletici dei biancazzurri che da una settimana hanno iniziato a sudare nel Medio Sangro. Massimo Oddo si affida ai due professionisti per avere a disposizione un gruppo pronto per la nuova stagione. Ciotti, 37 anni, inizia la sua carriera nella Truentina Castel di Lama proseguendola nell'Ascoli, poi a Giulianova per cinque campionati in Lega Pro. Dal 2012 lavora nel Pescara e, dopo tre anni in Primavera, nel finale della scorsa stagione ha seguito Oddo in prima squadra.
Da quest'anno opera in tandem con Riccardo Proietti, 46enne fiorentino, che ha una lunga carriera alle spalle. I primi passi nel 1997 all'Empoli grazie a Fabrizio Lucchesi, ex direttore generale del Pescara, poi collabora con l’Udinese e nel 2007-08 approdare al Bayern Monaco che in organico ha campioni del calibro di Oliver Kahn, Lucio, Franck Ribery, Philipp Lahm, Bastian Schweinsteiger, Luca Toni e Miroslav Klose. Per poco non incrocia Oddo che gioca in Baviera nella stagione successiva. Proietti, dottore in fisiologia dello sport con specializzazione a Vienna, è reduce da un esperienza in Qatar dove ha lavorato all'Aspetar. Si tratta di un centro di eccellenza FIFA (creato nel Golfo in vista dei Mondiali 2022) di medicina, fisioterapia, chirurgia e riabilitazione sportiva che fornisce servizi a club e atleti di tutto il mondo.
Dopo un lungo girovagare all'estero, Proietti è tornato in Italia e il Pescara lo ha ingaggiato affiancandolo ad Ermanno Ciotti. Quest'ultimo, professionista di Ascoli Piceno, illustra il bilancio di inizio preparazione. «Finora abbiamo svolto» - afferma Ciotti - «un lavoro introduttivo. Il programma prevede un circuito di tre giorni che poi viene ripetuto. Nel primo si lavora sulla forza, nel secondo sulla corsa e nel terzo l'allenamento è leggermente più blando. Sono previste doppie sedute giornaliere: al mattino attività fisica "a secco" con salite lunghe alternate a blocchi di lavoro aerobico da tre minuti, nel pomeriggio tecnica a tattica con il pallone. Ovviamente svolgiamo esercizi in palestra». Al momento la preparazione è uguale per tutti. «Nella prima fase i carichi sono gli stessi, più avanti passeremo a lavori individuali in base ai ruoli e alle caratteristiche». La tecnologia è utile per monitorare lo stato di forma. «Usiamo il gps per valutare le performance dei singoli. Dopo la raccolta analizziamo i dati impiegando tra le due e le tre ore. Abbiamo avuto fortuna perché i ragazzi si sono presentati in buone condizioni. Durante la pausa c'è il rischio di arrivare in ritiro in sovrappeso».
Negli ultimi anni la preparazione nel calcio ha subito molti cambiamenti. «Prima si pensava di poter mettere "fieno in cascina" per tutta la stagione, invece il fisico va sempre allenato e la condizione deve crescere progressivamente». Rispetto al passato è cambiato anche il rapporto tra allenatore e preparatore. «Oggi il lavoro con il pallone occupa molto tempo rispetto a quello "a secco", perciò la condivisione è più marcata e il confronto più profondo». Pur non avendo tanta voglia di sudare, Oddo si è presentato a Pizzoferrato in forma smagliante. «Non fa le ripetute, ma quando ci sono i tiri in porta è il primo ad avvicinarsi per calciare. Inoltre, gioca spesso a tennis. Si mantiene in forma». La speranza è che gli allievi siano all'altezza dell'ex campione del mondo. «Nessun dubbio - conclude Ciotti - saranno pronti per la prima di campionato».
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