Sebastiani: «Atteggiamento insopportabile»

29 Ottobre 2017

Il presidente esce dallo stadio per ultimo dopo più di un’ora di confronto con i diesse Pavone e Leone

PESCARA. Deluso e arrabbiato. Daniele Sebastiani non si aspettava il pomeriggio da incubo. Il presidente del Pescara è uscito per ultimo dallo stadio, intorno alle 18.10, in compagnia dei direttori sportivi Peppino Pavone e Luca Leone. Oltre un’ora di riunione per individuare le cause del tracollo. Dopo le tre sberle di Empoli, altri tre gol sul groppone dei biancazzurri che sono apparsi di nuovo disorientati. Sembra che ci sia qualche problema di comunicazione tra il tecnico e la squadra, che raramente mette in pratica gli schemi del tecnico provati e riprovati nel corso della settimana. «Sono arrabbiato per l’atteggiamento remissivo dei giocatori. Fino al gol di Machin c’eravamo solo noi in campo, poi ci siamo sciolti come neve al sole. Ed è una cosa insopportabile per una squadra che ha le potenzialità per giocare molto meglio. La seconda parte è stata molto brutta, sembrava che delle sconfitta non importasse a nessuno ed è un aspetto che non posso accettare. Durante gli allenamenti si provano le giocate in velocità e le verticalizzazioni, ma se in partita la circolazione del pallone è lenta perché ognuno fa un tocco in più del necessario, tutto diventa complicato. I nostri avversari si riposizionano e si fa fatica ad entrare dentro l’area di rigore».
Sebastiani smentisce dissidi interni allo spogliatoio. «Non c’è nessuna distanza tra i giocatori e l’allenatore. Purtroppo in partita non riusciamo ancora a giocare come vorremmo, ma la cosa che mi ha dato più fastidio è stata la mancanza di cattiveria agonistica. Abbiamo mostrato un atteggiamento di superiorità, classico delle squadre che retrocedono dalla A, che mi ha fatto arrabbiare». Il presidente si prende anche le sue colpe. «Quando si perde la responsabilità è di tutti: società, tecnico e calciatori. Forse a Pescara si sta troppo bene, ma domani parleremo col mister e con la squadra. Ci faremo sentire».
Le sostituzioni del boemo hanno fatto discutere. Ancora una volta Ganz è rimasto in panchina per tutta la gara. «Non metto becco sulle scelte tecniche. Non credo che Zeman abbia escluso Ganz per farsi del male, anche perché nel calcio quando le cose vanno male i tecnici sono i primi a pagare. Il tecnico ha ribadito che Ganz è la punta ideale per il suo gioco e credo che a breve avrà spazio. È chiaro che ai calciatori bisognerebbe dare fiducia, non possiamo aspettarci che in dieci minuti possano risolvere le gare. Evidentemente, in questo momento, Zeman pensa che Ganz non possa dare un contributo importante. Coulibaly? Ha commesso qualche errore, si sono sentiti i primi fischi e l’allenatore l’ha tolto. L’ultimo cambio è un premio per Elizalde che ha esordito in serie B quando la gara era già finita. In ogni caso, la nostra fiducia verso Zeman è incondizionata».
Domani è previsto il ritorno di Mirko Pigliacelli che quasi sicuramente porgerà le sue scuse all’allenatore e ai compagni. In tempi brevi il portiere potrebbe essere reintegrato in rosa. Venerdì i biancazzurri ospiteranno il Palermo (fischio d’inizio ore 20,30) che, grazie al successo contro l’Entella, è salito al comando della classifica.
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