Sebastiani diserta la trasferta e riflette Epifani o Stellone se salta il boemo

PESCARA. Ha preferito la poltrona di casa alla tribuna gelata del Tombolato. Daniele Sebastiani ha visto la sua squadra incassare la decima sconfitta in 28 partite nella sua casa sulla riviera di...
PESCARA. Ha preferito la poltrona di casa alla tribuna gelata del Tombolato. Daniele Sebastiani ha visto la sua squadra incassare la decima sconfitta in 28 partite nella sua casa sulla riviera di Pescara. Si aspettava uno scatto dopo i due pareggi consecutivi con Virtus Entella e Cremonese, ma è rimasto a bocca asciutta. E, dopo il novantesimo, nella sua mente sono riemersi i vecchi dubbi sull’opportunità di continuare con Zdenek Zeman o provare a dare una sterzata. Da quello che trapela, il presidente biancazzurro era arrabbiatissimo e se avesse dovuto prendere obbligatoriamente una decisione al termine del match, non ci sarebbero stati dubbi. Avrebbe silurato il tecnico boemo, tant’è che, poco dopo la fine della partita, sono già filtrate all’esterno le sue intenzioni. Per sostituire Zdenek Zeman, Sebastiani ha pensato a due profili. Il primo risponde al nome di Massimo Epifani, allenatore della Primavera ed ex calciatore biancazzurro. Sarebbe una svolta tutt’altro che inedita, dal momento che in passato il maggiore azionista del Delfino ha già promosso tre tecnici dalla prima squadra giovanile: Eusebio Di Francesco, che a gennaio 2010 prese il posto di Antonello Cuccureddu conquistando la promozione in serie B. Poi Cristian Bucchi a marzo 2013, in A, rilevò Cristiano Bergodi, e Massimo Oddo che il 16 maggio di tre anni fa, all’ultima giornata del torneo di B 2015-16, subentrò all'esonerato Marco Baroni portando il Pescara alla finalissima play off persa contro il Bologna di Delio Rossi.
L’altro nome sul taccuino del club adriatico è quello di Roberto Stellone. L’ex allenatore del Bari e Sebastiani si conoscono da tanti anni e hanno un ottimo rapporto. Nonostante la sua breve carriera, il giovane Stellone (41 anni il prossimo 22 luglio) ha già vinto due campionati alla guida del Frosinone portando la squadra ciociara dalla serie C alla A, oltre ad aver conquistato lo scudetto Berretti al suo debutto sulla panchina dei giallazzurri nel 2011-12. Nell’estate del 2016 ha firmato un contratto biennale con il Bari, ma la sua avventura è durata pochi mesi. Il 7 novembre 2016 è stato infatti esonerato dopo che il Bari aveva collezionato 16 punti in 13 partite.
Ieri pomeriggio, nelle ore successive al fischio finale della partita tra Cittadella e Pescara, Sebastiani ha pensato a questi nomi, ma, come è accaduto sempre in passato, il presidente ha preferito non agire d’istinto e riflettere ancora un po’.
L’esonero di Zeman sarebbe il fallimento di un progetto iniziato poco più di un anno fa, ma che ha avuto grandi difficoltà a strutturarsi. Ieri la squadra ha perso, ma dopo tanto tempo ha costruito qualche situazione interessante in fase offensiva. Vero è che le chance più ghiotte sono arrivate sul punteggio di 2-0 in favore del Cittadella, però i biancazzurri si sono resi più volte pericolosi in zona gol dopo molte gare deludenti. Forse anche per questo Sebastiani ha rinviato a oggi la decisione.
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