Sebastiani-Zeman, prove di disgelo

22 Dicembre 2017

Il presidente: «A volte pensa di avere una ditta individuale all’interno della società». Il tecnico: «Non ho problemi con il club» 

INVIATO AD ASCOLI. Si sono sfidati a distanza, ma ieri sera il loro sguardo si è incrociato prima della partita nella pancia dello stadio Del Duca. Continua la guerra fredda tra Zeman e Sebastiani dopo il botta e risposta dell’ultima settimana. «Io non faccio la guerra a nessuno, siete voi che fate i titoli. Non ho nessun problema con il presidente», ha detto il boemo in sala stampa quando gli è stato chiesto dell’incontro (fortuito?) con Sebastiani. La risposta alle dichiarazioni di Zdenek Zeman arriva nel pre partita da parte del presidente. Daniele Sebastiani conferma di essere rimasto deluso dalle dichiarazioni (di sabato) del tecnico e ai microfoni di Sky dichiara. «Ho un allenatore molto bravo che però molte volte pensa di avere una ditta individuale all’interno della società. Per questo motivo c’è bisogno che qualcuno ogni tanto glielo faccia capire e lo riporti sulla retta via, anche se non ne avrebbe bisogno perché ha l’età e l’esperienza per capirlo da solo».
Tra i due non è ancora tornato il sereno, ma ci sono i presupposti per ricucire il rapporto. «È chiaro che ci sono rimasto male per quello che ha detto in conferenza stampa, non tanto per me o per la società, piuttosto per difendere i giocatori che meriterebbero un trattamento diverso». E sul possibile esonero, Sebastiani è chiaro: «Sono un presidente che non è un mangiallenatori. Lo stesso Oddo nella stagione in cui abbiamo ottenuto la promozione aveva perso tante partite, ma non ho mai pensato di esonerarlo. Se la squadra è con il tecnico e lavora bene non c’è bisogno di cambiare. Zeman, dopo 40 anni di carriera, sa che quando le cose vanno male, gli allenatori vengono messi in discussione e non si possono cambiare 30 giocatori. Non doveva prendersela. Abbiamo un pubblico che contesta e se ci si mette pure lui facciamo ancora più confusione». Infine, l’ultima battuta. «Non l’ho mai screditato agli occhi dei giocatori. Però, non mi sta bene che metta le mani avanti perciò gli ho risposto. Comunque, poco fa ci siamo salutati perché siamo persone intelligenti. Non è successo nulla, ma da presidente non posso sentire che il mio allenatore dica cose di quel tipo». E Zeman nel dopo gara non torna più di tanto sull’argomento. «Esonero? Io sono a disposizione. Per me non c’è nessun problema con il club». E sulla gara: «Tecnicamente abbiamo fatto male. Abbiamo preso gol su palla ferma e non siamo stati reattivi». Pescara remissivo, quasi passivo. «L'Ascoli ha preso campo perché noi ci difendevamo, se non siamo riusciti a giocare insieme la fase offensiva, che dovrebbe essere il nostro pregio, poi subisci l’avversario. Abbiamo spesso controllato male la palla, il terreno qui era diverso, un po’ troppo scivoloso, basta vedere Del Sole che appena entrato è scivolato due volte a terra». Zeman non si tira indietro: «Abbiamo fatto poco, siamo andati in vantaggio con un tiro che non era da gol e, poi, non siamo riusciti a giocare. Vorrei che la squadra tirasse 20 volte in porta, ma abbiamo delle difficoltà».
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