serie a2 est»IMPRESA BIANCAZZURRA

ROSETO . E’ stato il miglior Roseto della stagione e ne valeva la pena perché questa netta vittoria sul Verona ha certificato, dopo lunghi calcoli, che la Cimorosi Roseto Sharks è approdata...
ROSETO . E’ stato il miglior Roseto della stagione e ne valeva la pena perché questa netta vittoria sul Verona ha certificato, dopo lunghi calcoli, che la Cimorosi Roseto Sharks è approdata matematicamente ai play off. Sono ben 64 le combinazioni possibili di questa volata finale, ma Roseto in ognuna di esse risulta essere sempre vincente contro ogni avversario, in tutti i casi. Un risultato incredibile per una squadra giovanissima, che ha un’età media che non supera i 23 anni comprese le 39 primavere di capitan Pierich, una squadra nata con l’obiettivo di salvarsi ma che ha avuto il grande merito di saper cambiar pelle a metà stagione, facendo un girone di ritorno da prima della classe, fatto di 9 vittorie e solo 4 sconfitte, con il fattore campo ben custodito a suon di prestazioni maiuscole. La gara di ieri sera è la perfetta rappresentazione della stagione degli Squali: battere Verona con 21 punti di scarto, giocando senza paura nonostante gli avversari arrivassero da una serie aperta di sette vittorie, è stata l’ennesima impresa, impreziosita dall’aver sconfitto un team che aveva nel roster un due volte campione Nba come Vujacic, che prima del match ha voluto salutare Phil Melillo, l’allenatore che lo lanciò per primo nel mondo del professionismo nel lontano 2001 ad Udine. Con Nikolic in panchina solo per onor di firma, Roseto ha trovato nel play Yancarlos “Jeff” Rodriguez l’uomo del match, ma mai come stavolta è stato il piano gara a funzionare in modo perfetto: raddoppiare in difesa sul portatore di palla e sui pick and roll, cambiando tra aiuti e scivolamenti, nonostante questo permettesse nei primi venti minuti alla talentuosa Verona, di trovare tanti tiri da 3 ad alta percentuale, in un match che si era anche un po’ innervosito per i tanti falli tecnici comminati dalla terna. Ma Verona non riusciva a scappare. E da lì in poi gli Sharks hanno aumentato la pressione difensiva, buttandosi su ogni pallone, mettendo in piedi un 29-17 di parziale buono per la fuga decisiva, complice però anche la gestione di Dalmonte, che ha tenuto Ferguson in panchina per 8 minuti, nonostante avesse segnato tantissimo. La gara in pratica finiva lì, con i padroni di casa a tenere in mano le redini della partita fino alla fine, firmando il 106-85 finale. Adesso con i play off in tasca, la squadra biancazzurra guarda al futuro col sorriso: per finire il campionato c’è da giocare la prossima in casa contro Ferrara che ieri si è matematicamente salvata, e poi ci sarà da andare in trasferta per l’ultima di campionato al PalaDozza contro la Fortitudo che ha perso ieri a Forlì, probabile segno che a Bologna si sia un po’ staccata la spina dopo aver vinto il campionato con largo anticipo. E un eventuale percorso netto permetterebbe al Roseto di guardare a quel sesto posto occupato oggi da Forlì e distante solo 2 punti: con i forlivesi gli Sharks hanno anche il vantaggio degli scontri diretti a favore. Intanto una cosa è certa: nel girone Ovest, in molti hanno iniziato a guardare agli Sharks come ad una mina da schivare, ed in una serie play off lunga, che si giocherà al meglio delle 5 gare, nessuno vorrà forse mettersi a correre contro gli Squali.
Marco Rapone
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