Serie C e Teramo, il futuro è pieno di rebus

9 Maggio 2020

Incubo ricorsi per la quarta promozione, Iachini chiede certezze per proseguire la gestione

TERAMO. Il futuro della serie C e del Teramo è un rebus. Il destino della terza serie nazionale è nelle mani del consiglio federale della Figc, chiamato nei prossimi giorni a ratificare o respingere quanto è stato votato nell'assemblea di giovedì da 59 club di Lega Pro su 60 (la Juventus U23 è esclusa dal diritto di voto). Lo stop al campionato per l'emergenza coronavirus non è in discussione, ma il consiglio federale potrebbe opporsi ad altri tre paletti fissati dalla serie C. Il nodo principale riguarda la scelta della quarta squadra da promuovere in B insieme a Monza, Vicenza e Reggina. L'assemblea di Lega Pro, con 23 voti favorevoli, ha optato per il merito sportivo, che premierebbe il Carpi per la miglior media punti in base alle partite giocate. Un'eventualità, quest'ultima, che ha già scatenato la reazione di alcuni club (Bari, Reggio Audace, Carrarese, Ternana, Padova), pronti a intraprendere una battaglia legale per fare valere le loro ragioni. Il consiglio federale, per evitare strascichi giudiziari, potrebbe decidere di fare giocare i play off (nel rispetto del protocollo sanitario, considerato però inapplicabile da quasi tutte le società e dai medici sociali) o con la maxi formula originaria (ipotesi che rimetterebbe in pista il Teramo, ottavo in classifica nella regular season) o riducendoli ad un numero ristretto di squadre (quattro?). Gli altri due punti delicati che verranno esaminati in Figc riguardano il blocco delle retrocessioni e il blocco dei ripescaggi dalla D.
Quale futuro? Tanti i nodi da sciogliere in casa Teramo. In questo momento è impossibile e prematuro parlare di programmi tecnici. In attesa di sapere cosa verrà deciso dal consiglio federale c'è preoccupazione per il futuro della maggior parte delle società di serie C. Gli effetti negativi della crisi causata dal coronavirus saranno enormi, con il serio rischio che molti club non potranno iscriversi al prossimo campionato. Anche in casa biancorossa questo difficile momento viene vissuto con apprensione e incertezza.
Il presidente Franco Iachini ha più volte lanciato l'allarme sulla sostenibilità economica della serie C e oltre a reclamare l'aiuto da parte di istituzioni e imprenditori locali ha posto l'accento sulla necessità di riformare con urgenza il format della categoria. Iachini non è intenzionato ad andare avanti da solo dopo le spese ingenti sostenute in questo suo primo anno di presidenza. C'è poi il nodo degli impianti, con la gestione del Bonolis che non è ancora ufficialmente nelle mani del patron biancorosso, per cavilli burocratici da risolvere, e con il progetto della costruzione di un centro sportivo che non ha più avuto sviluppi. Iachini, a proposito dell'impiantistica cittadina, ha espresso il suo malcontento all'amministrazione comunale e non vuole ulteriori ostacoli per continuare a fare calcio a Teramo. Se non ci dovessero essere certezze nè contributi economici del territorio (si giocherà a porte chiuse, tra l'altro, per molti mesi) c’è addirittura chi ha paventato la possibilità che Iachini possa anche decidere di mettere fine alla sua esperienza alla guida del club.
La squadra. I giocatori, nel frattempo, continuano ad allenarsi nelle rispettive abitazioni o in spazi all'aperto e attendono notizie sulla conclusione definitiva della stagione. Iachini ha provveduto a pagare gli stipendi della rosa fino ai primi dieci giorni del mese di marzo (l'ultima di campionato si è disputata l'8) e ha corrisposto l'intero importo mensile ai giocatori che hanno i contratti al minimo salariale. I pagamenti dei tesserati dei mesi successivi, durante i quali non si è giocato, saranno invece coperti dalla cassa integrazione richiesta dalla Lega Pro al Governo.
Gaetano Lombardino
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