Serve un’accelerazione per centrare i play off

11 Gennaio 2020

Il girone d’andata dei biancazzurri di Zauri raffrontato con quello degli ultimi anni La media è di 1,36 punti a partita, ma esistono i presupposti per migliorarla

PESCARA . Per centrare i play off servirà uno scatto deciso. Nel girone di andata il Pescara ha conquistato 26 punti e quasi sicuramente altrettanti non basteranno per entrare nella griglia degli spareggi. A meno che nel torneo non regni di nuovo un grande equilibrio come è accaduto nella passata stagione. Nel 2018-19, con il campionato a 19 squadre (quindi con due gare in meno) il Perugia conquistò l’ultimo posto utile collezionando 50 punti (media a partita 1,38) anche grazie all’esclusione del Palermo che fece scalare una posizione (Spezia e Cittadella si piazzarono rispettivamente al sesto e al settimo posto a quota 51). Per il resto, negli altri cinque tornei a 22 squadre disputati dopo la riforma dei play off del 2013, per piazzarsi in ottava posizione c’è voluta una media punti (almeno 1,42) superiore rispetto a quella del Pescara attuale (1,36). Perugia e Spezia rispettivamente nel 2017-18 e nel 2016-17 ultime della griglia a quota 60, nel 2015-16 il Novara con 65 punti, nel 2014-15 Avellino con 59 e nel 2013-14 di nuovo lo Spezia con 62). Ora i biancazzurri sono a una sola lunghezza dall’ottavo posto e la classifica offre la possibilità di centrare l’obiettivo. Ma serve pigiare il piede sull’acceleratore. Il ruolino di Luciano Zauri non è molto soddisfacente, però non è nemmeno il peggiore delle recenti esperienze del Pescara tra i cadetti. Analizzando la media punti negli ultimi dieci tornei di B il Delfino, infatti, ha fatto peggio in tre circostanze. Nella stagione 2006-07 con Davide Ballardini in panchina (poi sostituito da Ammazzalorso, a sua volta rimpiazzato dalla coppia formata da De Rosa e Vivarini) la squadra chiuse il girone di andata al penultimo posto con 12 punti (media 0,57 a partita). E al termine del campionato arrivò ultima retrocedendo in C1. Ruolino inferiore anche nel 2014-15 con Marco Baroni (esonerato dopo la penultima giornata e rilevato da Massimo Oddo): 28 punti in 21 gare (media 1,33) al giro di boa e undicesima posizione. Tuttavia, alla fine il Pescara sfiorò la promozione in A perdendo la finalissima contro il Bologna dopo aver centrato i play off da settimo in classifica. Infine, nel 2017-18, un altro cammino più deludente rispetto a quello attuale con Zeman, al quale subentrarono prima Massimo Epifani e in seguito Bepi Pillon. Il Pescara chiuse la prima parte di stagione all’undicesimo posto con 28 punti in 21 gare (media 1,33) salvandosi con il pareggio di Venezia all’ultima giornata. Dal 2005 a oggi i tre rendimenti migliori portano invece la firma di Zeman nel 2011-12 (quarto posto con 39 punti all’andata, media 1,85) nel torneo culminato con la promozione in A, Bepi Pillon nella passata stagione (32 punti e seconda posizione al giro di boa, media punti a gara 1,77) terminata con l'eliminazione in semifinale play off contro il Verona, e Massimo Oddo nell’annata dell’ultimo salto in A nel 2015-16. Alla fine del girone d’andata i biancazzurri avevano 37 punti (4° posto, media 1,76) e poi vinsero i play off nella finale con il Trapani. Al momento la media di Zauri è di 1,36 punti a partita, ma ci sono i presupposti per migliorarla, soprattutto se dal mercato arriveranno gli attesi rinforzi.
Giovanni Tontodonati
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