Si rivede la Ferrari nel solito dominio Hamilton-Rosberg
L’inglese (51ª vittoria in carriera) precede il compagno Vettel la spunta sulle Red Bull, Verstappen penalizzato
DEL MESSICO. Lewis Hamilton vince il Gran premio del Messico e rosicchia sette punti al compagno di squadra Nico Rosberg giunto secondo al traguardo. A due gare dalla fine del Mondiale quei diciannove punti di vantaggio possono bastare al tedesco della Mercedes per conquistare il suo primo titolo iridato. Insomma, Hamilton ha capito che il destino di questo campionato non è più nelle sue mani: se anche vincesse le prossime due gare a Rosberg basterebbe arrivare secondo per fregiarsi del titolo piloti. Hamilton ha vinto una gara noiosa animata solo alla partenza e da un finale incandescente merito soprattutto di Sebastian Vettel protagonista di una gara aggressiva e di una strordinaria rincorsa che lo ha portato negli ultimi due giri ad attaccare Max Verstappen. Per evitare il sorpasso del ferrarista l’olandese della Red Bull ha tagliato una chicane e non ha dato, come vuole il regolamento, la posizione a Vettel. Ci hanno poi pensato i commissari a fare giustizia e attribuire a Vettel il terzo posto. Per l’altro pilota di Maranello, Kimi Raikkonen, un opaco quinto posto. È stata come si è detto una gara perfetta, quella di Hamilton, e sagace quella di Rosberg che ha preferito non attaccare e dunque non rischiare limitandosi a controllare chi gli stava dietro, le Red Bull e le Ferrari appunto. Alla fine della giornata il tedesco della Mercedes è più vicino al titolo di quanto non lo fosse già dopo il Gran Premio degli Stati Uniti corso domenica scorsa ad Austin. Come diceva alla vigilia della gara il team manger della Mercedes Toto Wolfe parlando dei suoi due piloti, «sono liberi e ribelli», liberi di fare ciascuno la loro gara lo sono stati; ribelli non era necessario perché il muretto non ha dato ordini di scuderia. Che comunque i due piloti avrebbero rigettato essendo appunto «ribelli». Solo alla partenza Rosberg ha cercato di attaccare il compagno di squadra: un tentativo tanto timido quanto azzardato perché il tedesco ha rischiato di essere superato dalle Red Bull che montavano gomme supersoft e dunque più performanti soprattutto all’avvio. Una partenza comunque subito segnata dall’ingresso della safety car dopo l’incidente occorso alla Manor di Pascal Wehrlain. Alla ripartenza Hamilton ha conservato la testa della corsa e non l’ha più ceduta se non per il primo e unico pit stop.
Conforta invece il risultato della Ferrari e di Vettel. I miglioramenti della macchina si sono visti, ma soprattutto dopo tanti errori al muretto la strategia questa volta ha funzionato. «Abbiamo sofferto, ma la Ferrari ha dimostrato che quando serve sa fare strategia. Sebastian ha guidato bene e ha meritato il terzo posto», così il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene, al termine del Gp del Messico, che ha commentato anche la “retrocessioe” di Verstappen. «La sua è stata un’irregolarità evidente» spiega «e se avessero deciso in maniera contraria avremmo protestato».

