Sinner e gli azzurri della Davis da Mattarella

2 Febbraio 2024

I campioni del tennis premiati dal presidente della Repubblica: «È stata la vittoria del sacrificio»

ROMA. Si è chiusa in cima al Colle, nell'incontro col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme con i compagni di squadra di Coppa Davis, la fitta tre giorni romana di Jannik Sinner, il campione che ha conquistato i connazionali con le sue vittorie e la sua semplicità. E Mattarella, ieri, ha rimarcato nel suo intervento proprio le qualità caratteriali del vincitore del primo slam dell'anno, nella celebrazione al Quirinale dove per l'occasione era esposta anche la coppa.
«Apprezzo la sua semplicità ma tutti ora», ha affermato Mattarella, «si aspettano che vinca sempre: è giusto invece che non ci sia nessuna pressione, come lei ha ben detto parlando dei suoi genitori, perchè contano l'impegno, la lealtà, il senso sportivo di cui siamo certi». Mattarella ha però celebrato anzitutto «lo straordinario spirito di squadra» che ha permesso all'Italia di vincere la Davis, citando tutti i protagonisti presenti nella Sala degli Specchi, a cominciare da capitan Filippo Volandri. Il presidente ha ricordato di aver seguito «per intero» gli ultimi incontri dell'Italia a Malaga, fino alla finale con l'Australia, ma oltre ad una vittoria che mancava da 47 anni, ha rilevato, «sono stato colpito da quello che avete manifestato in quei giorni costantemente: lo spirito di squadra, la coesione fra voi, la normalità di comportamenti. E sono convinto che l'intervallo per le prossime vittorie non sarà lungo. Di fronte abbiamo altri appuntamenti, tornei e Olimpiadi. Siamo certi che farete il meglio».
Mattarella, parlando poi della finale di Sinner a Melbourne, ha ammesso di averla «vista dal quarto set. Questo ha giovato al mio buonumore, ma subito ho avuto la certezza che avrebbe vinto». Il presidente si è anche lanciato il ricordi da tifoso («quella finale del '76 certo, e per questo dopo 47 anni sono ancora più grato, ma anche la semifinale con gli Usa vinta in rimonta nel '60 da Pietrangeli-Sirola», col primo, presente in platea, che annuiva). L'altoatesino dopo l'incontro si è detto colpito dalla conoscenza della storia del tennis dimostrata dal Capo dello Stato, «ho da imparare da lui tante cose che non sapevo», e di aver apprezzato che abbia usato per lui e la squadra «parole molto belle e semplici». Unico a parlare tra i giocatori presenti - c'erano Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego, Matteo Arnaldi e Simone Bolelli, guidati dal capitan Volandri ma anche Matteo Berrettini e Andrea Vavassori, tutti sorridenti ed emozionati. Sinner a nome di tutti ha espresso «l'orgoglio di essere qui è per una vittoria frutto del sacrificio e del gioco di squadra. È un successo per tutti gli italiani», ha aggiunto il campione prrima di salutare.