Spalletti strapazza la Lazio Mertens non perdona Sarri

29 Novembre 2021

Poker e primo posto solitario per i campani, doppietta per l’attaccante belga Prima della partita fiaccolata dei tifosi campani e cori dedicati a Maradona

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LAZIO0
NAPOLI (4-2-3-1): Ospina 7; Di Lorenzo 6.5, Rrhamani 6.5, Koulibaly 7, Mario Rui 6.5 (41’ st Ghoulam sv); Lobotka 6.5, Fabian Ruiz 8 (41’ st Malcuit sv); Lozano 6.5 (19’ st Elmas 6), Zielinski 7 (28’ st Demme sv), Insigne 7; Mertens 8 (19’ st Petagna 6). A disp.: Meret, Marfella, Juan Jesus, Manolas. All.: Spalletti

LAZIO (4-3-3): Reina 6; Patric 4.5 (1’ st Lazzari 6), Luiz Felipe 5, Acerbi 5, Hysaj 5.5; Milinkovic-Savic 5 (16’ st Basic 6), Cataldi 5 (30’ st Leiva sv), Luis Alberto 5.5; Felipe Anderson 5 (10’ st Zaccagni 6), Immobile 5.5, Pedro 5.5 (30’ st Moro sv). A disp.: Strakosha, Adamonis, Radu, Vavro, Akpa Akpro, Escalante, Muriqi. All: Sarri

Arbitro: Orsato di Schio
Reti: 7’ pt Zielinski, 10’ pt Mertens, 29’ pt Mertens, 40’ st Fabian Ruiz.
NOTE: Ammoniti: Luiz Felipe, Patric, Cataldi, Di Lorenzo, Zaccagni, Demme.

NAPOLI
Nel giorno di Maradona, il Napoli batte nettamente la Lazio in una partita a senso unico e dà vita alla prima fuga del campionato in testa alla classifica. Ispirata da uno stadio che si era letteralmente acceso in una commovente fiaccolata e col coro dedicato a Diego, caricata dal clima intenso e vibrante per la presentazione della statua del campione argentino, la squadra di Spalletti parte a razzo e dopo 10 minuti di gioco è già in vantaggio di due gol, messi a segno da Zielinski e da Mertens. La terza marcatura arriva al 29' sempre con Mertens e la partita a quel punto è definitivamente incanalata verso il successo dei padroni di casa che li lancia solitari in vetta alla classifica con tre lunghezze di vantaggio sul Milan. La Lazio smarrisce il suo gioco e le idee di Sarri. Le azioni degli azzurri nascono fluide e si sviluppano in attacco con una velocità di esecuzione che non lascia scampo alla difesa avversaria. Il perno del gioco del Napoli è Lobotka. Lo slovacco, piazzato davanti alla difesa, calamita il pallone tra i suoi piedi senza che alcun avversario lo vada a contrastare sulla partenza dell'azione, e consente agli esterni, ovvero a Ruiz e a Zielinski, che spesso si abbassa fino oltre la linea di centrocampo, di impostare l'offensiva in verticale per gli uomini più avanzati. La Lazio non trova le misure per opporsi allo strapotere fisico e tattico dell'avversaria e al tempo stesso quando tenta l'offensiva non lo fa con la consueta fluidità. I biancocelesti nel primo tempo vanno vicini al gol solo con una gran conclusione dal limite dell'area di rigore di Luis Alberto, deviata con un balzo prodigioso in angolo da Ospina, e con un esterno dell'incrocio dei pali, colpito da Acerbi con una conclusione di testa. Per il resto c'è solo il Napoli. I gol di Mertens sono due gioielli. Al 10' riceve in area da Insigne, mette a sedere con una finta Patric e insacca. Al 29' il belga dal limite dell'area di rigore fa partire una parabola a giro che si insacca sotto la traversa dalla parte opposta. Nella ripresa la squadra di Spalletti gestisce il possesso palla e la Lazio non riesce mai ad incidere e a creare pericoli per Ospina. Nel finale arriva il quarto gol grazie a un tiro dalla distanza di Ruiz che completa il successo e rende il passivo ancor più pesante per la squadra di Sarri. Mentre Luciano Spalletti gongola: «È la vittoria più bella del mio Napoli, che arriva dopo alcune prestazioni sotto al nostro livello. Riprendere a far gol e a macinare gioco contro una squadra forte come la Lazio è importante».
Paride Di Noia