Speranza fa le carte al Teramo «Sarà la sorpresa dei play off»

15 Giugno 2020

Lo storico ex capitano biancorosso: «Ho la città nel cuore e tifo per il Diavolo Punto sull’estro di Bombagi. L’addio dopo otto anni? Non è dipeso da me...»

TERAMO . Sono trascorsi nove mesi dal suo addio al Teramo ma nel sentirlo parlare è come se Ivan Speranza non si fosse mai tolto la maglia biancorossa. Non potrebbe essere altrimenti, d'altronde, quando si resta per otto anni in una squadra (228 presenze e 10 reti) e di questa squadra si diventa leader, capitano e bandiera guadagnandosi il rispetto e la riconoscenza dei tifosi.
Speranza, 35 anni il prossimo 31 luglio, ha chiuso la sua prima stagione a Pineto, in serie D, e adesso si gode qualche giorno di relax in famiglia prima di sciogliere le riserve sul suo futuro. Il difensore originario di Mirabella Eclano, comune di poco più di 7mila abitanti in provincia di Avellino, racconta al Centro il suo legame con il Teramo e l'Abruzzo.
Speranza, come lo vede il Teramo in vista dei play off al via il primo luglio?
«È difficile immaginare cosa accadrà, è come se iniziasse un mini campionato. La condizione fisica dei giocatori è un punto interrogativo. Bisogna stare attenti anche al rischio infortuni. Tutte le squadre si trovano ad affrontare una situazione inedita e particolare e il lungo periodo di stop può certamente influire su quello che vedremo in campo. I valori, però, se ci sono, usciranno senz'altro fuori. Il Teramo poteva fare di più, ma ha un organico valido e può essere la mina vagante di questi spareggi. Mi auguro, per l'amore che ho nei confronti dei colori biancorossi, che la squadra di Cetteo Di Mascio possa fare emergere adesso il suo potenziale».
Su quale giocatore del Teramo punterebbe ai play off?
«Conosco tutta la rosa, ma se proprio devo fare un nome punterei su Francesco Bombagi. Prima della sosta è stato decisivo in diverse partite, ha segnato tanto (8 gol in campionato e 1 in coppa Italia, ndc) e ha i colpi che possono fare la differenza in una gara secca. Io e Francesco, tra l'altro, abbiamo lo stesso procuratore (Alessandro Cicchetti, ndc) e c'è stima tra di noi».
Cosa ha provato a settembre nel lasciare il Teramo dopo 8 anni?
«Un grande dispiacere, ma l'addio non è dipeso da me. Ho sperato di restare fino all'ultimo, però la dirigenza ha deciso che le nostre strade si dovevano dividere. È un peccato, perchè avrei voluto chiudere nel Teramo la mia carriera. Restano 8 anni indimenticabili, durante i quali ho trovato tanti amici. Io tiferò sempre per il Diavolo».
Un anno fa si è chiusa l'era Luciano Campitelli.
«Il presidente lo sento spesso. Con lui ho trascorso tanti anni vincenti e anche nelle difficoltà siamo sempre riusciti a venirne fuori. Di lui ricordo la sua grande passione. Io e i miei compagni ci sentivamo in famiglia e andare tutti insieme nella stessa direzione è stata la nostra forza, sia nei periodi belli che in quelli meno belli. Campitelli è stato un po' come un padre per tutti noi».
Con quali ex compagni è rimasto di più in contatto?
«Con tanti. Nebil Caidi, Stefano Amadio, Andrea Bucchi, Manuel Ferrani, Michele Valentini, ma ho mantenuto ottimi rapporti anche con gianluca Lapadula e Alfredo Donnarumma».
Torniamo ai play off. Il Bari parte con i favori del pronostico?
«Parliamo di una corazzata. Da quando in panchina c'è Vincenzo Vivarini non ha mai perso e quindi, almeno sulla carta, è la squadra da battere. I play off, però, nascondono tante insidie, soprattutto in una situazione anomala come questa. Quando si deve giocare per vincere, come nel caso del Bari, è fondamentale anche l'aspetto mentale».
Parliamo del suo futuro. Rimarrà al Pineto in serie D o sta valutando altre situazioni?
«Vedremo. A Pineto mi sono trovato benissimo e il presidente Silvio Brocco è una grande persona. La sua gestione mi ricora parecchio quella di Campitelli a Teramo. Mi piacerebbe restare, ormai mi sento un abruzzese d'adozione, visto che sono qui dal 2011. Adesso mi godo qualche giorno in famiglia e poi deciderò cosa fare».
Gaetano Lombardino
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