Stama, Pedicone e Caivano: l’oro della passione

L’Italia di coach Lardo campione del mondo di basket over 55 a Helsinki ha un Dna abruzzese
ROSETO. I campionati mondiali di maxibasket sono tornei di pallacanestro riservati a quegli ex giocatori che hanno oramai superato gli “anta”, che si giocano per categorie di età. Tornei in cui l’Italia la fa da padrona e l’edizione di Helsinki di quest’anno lo ha confermato, con 3 medaglie d’oro e una di bronzo. Tra le squadre vincitrici, quella Over 55 ha un Dna tutto abruzzese, basta leggerne i nomi. Anzitutto tra i giocatori, con il rosetano Titti Stama (che nell’edizione del 2015 arrivò secondo), il giuliese Orazio Pedicone, e poi Tonino Caivano detto “Micidiale”, uno che a Roseto, per la precisione a Cologna Spiaggia, ci è arrivato tanti anni fa partendo da Trieste. Un tris d’assi classe 1964 a cui si aggiungono un altro ex Roseto, il lungo Roberto Tortù, e poi coach Lino Lardo oramai pescarese d’adozione grazie alla compagna Malì Pomilio. Una gioia forse inaspettata ma per questo ancor più bella da vivere secondo Stama: «Possiamo dire di aver stravinto senza partire da favoriti. La differenza in campo l’ha fatta la nostra fisicità: io, Turel e Bullara abbiamo corso tanto, spesso liberando anche tiri comodi per i compagni. La vittoria in finale contro i padroni di casa finlandesi per 98-57 ne è stata l’ultima prova». Ex allenatore a L’Aquila, Stama è stato anche quello che ha portato in squadra Caivano e Pedicone: «Persone serie che con passione giocano in due squadre di Giulianova nel campionato promozione, il primo con i Tigers Sharks, l’altro con la Basket Abruzzo Insieme. E poi Orazio è uno talmente preciso che in campo è una sicurezza, mentre Tonino invece è diventato il beniamino della squadra: trovare un lungo di 55 anni che corre ancora su e giù per il campo non è mai cosa facile». E poi Caivano: «Non sono mai stato un giocatore importante ma uno di spogliatoio, che pensa alla sostanza e che trova gratificazione a far rendere la squadra sacrificandosi. Sono fatto così, e ora aver vinto un mondiale con la maglia dell’Italia corona una carriera lunga oltre trent’anni, un altro sogno che si realizza dopo quello di giocare insieme a mio figlio Alessandro». Carriere che non finiscono qui: Stama è in cerca di una panchina e nel frattempo partecipa ai tornei estivi; Pedicone e Caivano invece, giocheranno ancora con le rispettive squadre giuliesi in Promozione. Ma tutti e tre lo faranno con una medaglia d’oro al collo, da campioni del mondo.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

