Roseto

Stefano Nepa, il pilota di Cologna: «Valentino Rossi un maestro, ad Assen il Gp più bello»

12 Febbraio 2026

Il 24enne abruzzese dopo 8 anni in Moto3 riparte dall’Europeo: «Philip Island 2024: il più grande rimpianto in carriera, arrivai 4° e per un soffio non feci l’exploit. Quest’anno voglio vincere»

ROSETO. Ancora a riposo per qualche giorno dopo un infortunio in allenamento sulla pista da cross dietro casa sua a Cologna, una frazione di Roseto. Stefano Nepa sta già pensando al futuro: per il classe 2001 che corre con l’82 sulla carena, salito in sella a una minimoto a 8 anni grazie a papà Sandro, ex crossista, conclusa l’esperienza del Mondiale Moto3 dopo 2 “mezze stagioni” e ben 6 complete, c’è di fronte un nuovo percorso nell’Europeo Moto2 con il Klint Racing Team (Forward Racing).
Nepa, scelta arrivata nel momento giusto?
«Si, ed è arrivata pure tardi ma non per mia scelta: un’avventura per continuare a puntare in alto sfruttando le mie esperienze».
Il nuovo team è un costruttore importante, quali sono le ambizioni?
«Sono in un ottimo team che da 2 anni è pure un costruttore di telai, il Forward, mentre il motore Triumph è lo stesso per tutti. Sono gasatissimo».
Cosa si aspetta dalla prossima stagione?
«L’Europeo Moto2 è un campionato fondamentale per chi vuole costruirsi il futuro. Avrò il supporto ufficiale e la stessa moto del Mondiale, la possibilità di wild card al Motomondiale e fare il pilota di riserva».
Usare la loro stessa moto l’aiuterà a capire il futuro?
«Lavorerò per vincere e render la moto performante in vista dei cambiamenti regolamentari del prossimo anno: se lo meriterò rientrerò dalla porta principale con una moto ufficiale e alle spalle un anno di lavoro di sviluppo».
L’Europeo partirà il 24 maggio e durerà 7 tappe. Misano c’è: gli arrosticini?
«Pure, la fornacella per il paddock è sempre pronta».
Guardando al passato ha un rimpianto?
«Podi e vittorie sfuggite per pochissimo: Philip Island 2024, velocissimo ma quarto in volata per millesimi».
Il ricordo più bello?
«Tanti come le belle gare disputate. Assen 2023, arrivavo dall’infortunio alla gamba e ho girato per oltre metà gara in testa nell’università del motociclismo».
Il compagno di squadra con cui è andato più d’accordo?
«Lunetta: l’anno scorso siamo andati d’accordo aiutandoci. Siamo ancora in contatto».
La scorsa stagione poche le soddisfazioni. Cosa non ha funzionato?
«La prima volta su una Honda con la squadra Sic 58, gara d’esordio e quasi faccio la pole. Da lì non ho più raccolto risultati, una delusione enorme».
Poco feeling con la moto? «Mi aspettavo di avere difficoltà ma solo all’inizio: ancora oggi non mi spiego quella prima gara dove andavo veloce ma sentivo di non esprimere il potenziale. Non ho nulla da recriminare sia chiaro, ho sempre seguito le indicazioni dei tecnici ma continuavo a non sentire il pieno controllo. Un peccato».
Con il papà di Marco Simoncelli com’è andata?
«Lui è una persona autorevole e molto ascoltata nel paddock, con cui ho costruito un buon rapporto: il suo ultimo messaggino lo tengo tra le cose più belle».
Il suo mito?
«Valentino Rossi: era il 2015, allenamento a porte chiuse Academy Talenti Azzurri a Misano: sfrecciava ovunque. E poi le giornate al ranch o a correre nella gara ad inviti. Spero di poter condividere con lui altri bei momenti».
I suoi favoriti in MotoGp, Moto2 e Moto3?
«Bagnaia in MotoGp, Holgado in Moto2, Quiles in Moto3».
E nel Campionato Europeo Moto2?
«Il numero 82, logico».
Marco Rapone
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