«Stento a crederci: è qualcosa di magico»
Parla il primo abruzzese leader della corsa francese. Chieti in festa, Formichetti: «Orgoglio per la città»
CHIETI. «Anche adesso, a mente serena, faccio molta fatica a credere in quello che mi è successo». Giulio Ciccone quasi non ci crede. Dopo aver indossato la maglia azzurra di leader della classifica degli scalatori all’ultimo Giro d'Italia, e aver conquistato perfino il Mortirolo, il corridore teatino ha fatto un triplo salto, salendo sul tetto della gara a tappe più ambita. «Non pensavo sarebbe mai accaduto», racconta Ciccone, primo abruzzese in maglia gialla. «Io e la squadra puntavamo alla tappa, però, va detto che Teuns è stato più forte. Adesso chi ci pensa più al secondo posto? È una cosa magnifica per me. Da domani (oggi, ndc) dovrò difendere la maglia, però adesso me la godo».
È festa anche a Brecciarola dove papà Roberto e mamma Silvana non stanno nella pelle. Hanno seguita la tappa da casa e sono esplosi di gioia davanti alla televisione. Esulta anche Maurizio Formichetti, fiduciario della Rcs in Abruzzo, anche lui teatino. «Vedere Giulio con la maglia gialla al Tour è un onore per l’Abruzzo e, da teatino doc, fatemi dire che è anche una rivalsa per la città di Chieti che ha bisogno di personaggi come Ciccone che le danno lustro. È una gioia immensa». Per il corridore di Brecciarola è l’ennesimo grande risultato di una stagione da incorniciare. È l’anno della definitiva consacrazione? «Ormai è una certezza», risponde Formichetti, «dopo la bellissima vittoria di tappa al Giro e la conquista della maglia azzurra, ha fatto faville anche al Tour. Ciccone è il corridore del futuro. Non a caso la Trek-Segafredo gli ha rinnovato e adeguato il contratto fino al 2022».
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