Striscione-vergogna, parola al giudice

Si attendono provvedimenti per le offese alla mamma di Ciro Esposito
ROMA. Roma-Napoli è passata, le polemiche e le riflessioni sugli infamanti striscioni contro la signora Leardi, mamma di Ciro Esposito, restano. E la giustizia, ordinaria e sportiva, in queste ore valuta le iniziative da prendere anche se, codice alla mano, si tratta di una violazione del regolamento d'uso degli impianti e chi ha concepito la vile lenzuolata rischia al massimo una denuncia. Ma il contenuto sarà analizzato anche dal giudice sportivo su segnalazione della Procura Federale che, dato il clamore della vicenda, si è già attivata: esaminata la relazione inviata dagli ispettori federali, potrebbe decidere sull' accaduto già domani. Dal presidente della Figc a quello della Roma, dal Viminale al legale della Famiglia Esposito, passando per i sindaci delle due città fino alle voci della politica e del pallone, le scritte ignominiose che hanno fatto da triste cornice al derby del Sud hanno sollevato un'unanime condanna, mentre la questura di Roma sta lavorando per dare un nome ai protagonisti dell' episodio. Se il presidente della Figc Tavecchio ha espresso tutta la solidarietà e la vicinanza alla signora Leardi, gravemente offesa nel suo dolore più profondo dal contenuto degli striscioni apparsi allo stadio Olimpico di Roma«, il legale della Famiglia Esposito va oltre, chiedendo «5 punti di penalizzazione per la Roma, la squalifica del campo e il risarcimento danni». Questo mentre la Roma ha pubblicamente condannato quanto accaduto: «Ogni vita persa per una partita è una sconfitta - ha detto il presidente Pallotta - l'enorme dolore che ne consegue merita il massimo rispetto e richiede l'impegno di tutti perché non si rinnovi, neanche in forma verbale, sugli spalti». La Roma potrebbe rischiare una multa, il codice di giustizia sportiva non prevede, infatti, in questi casi la chiusura di un settore o dell'intero impianto: la Juve nel marzo 2014 se la cavò con 25mila euro per gli striscioni insultanti la memoria di Superga. In quell'occasione furono denunciati tre tifosi bianconeri ai quali oltre al Daspo.

