Sul web rabbia e amarezza: il Pescara non è da serie A

I tifosi dopo il ko di Crotone attaccano la dirigenza, il tecnico e i calciatori: «È meglio partecipare al campionato di B per evitare tutte queste figuracce»
PESCARA. Una profonda amarezza, che alla fine sfocia in rassegnazione. Al triplice fischio i tifosi pescaresi si scatenano sul web attaccando i calciatori, la società e l’allenatore. Nessuno sfugge a critiche velenose che talvolta sfociano in pesanti offese. Alla vigilia del match con il Crotone, in pochi avrebbero immaginato di assistere ad una prestazione così scialba dei biancazzurri nell’appuntamento più importante del campionato. Era uno scontro diretto e la squadra di Davide Nicola, pur con assenze di rilievo, ha sfoggiato una determinazione che tutte le cosiddette “piccole” dovrebbero tirare fuori per provare a conquistare la salvezza. E i torti arbitrali subiti dall’undici di Oddo non riescono a mitigare la delusione o a rendere i giudizi meno drastici. Sulla pagina Facebook del Centro i primi post sono eloquenti. Vincenzo D'Anteo apre la serie attaccando il presidente del Delfino Daniele Sebastiani. «Sebastiani, domani saremo ultimi, hai raggiunto il tuo scopo, adesso non ti resta che andartene». Roberto Di Marzio si augura che la sofferenza finisca presto. «Meglio che facciamo solo i campionati di serie B, la serie A non fa per noi». Marco Di Paolo chiama in causa il campanilismo in chiave ironica. «Chieti e Pescara quest'anno si possono dare la mano. Tolta la categoria che non c'è sicuramente paragone, le figuracce sono identiche». L’accostamento è con la squadra teatina che in serie D ha racimolato un punto in 15 giornate.
Mirko Marinelli rincara la dose accusando la dirigenza di aver costruito un organico inadatto alla categoria. «Carenze strutturali evidenti, siamo da metà classifica in serie B! La Pescara imprenditoriale questo può offrire».
I supporter pescaresi non risparmiano nemmeno Massimo Oddo, che fino a qualche settimana fa sembrava immune da critiche. C’è chi lo ringrazia per la straordinaria impresa della passata stagione, invitandolo però a dare le dimissioni. Allo Scida i calciatori hanno messo in scena una delle peggiori prestazione della sua gestione e secondo alcuni le responsabilità andrebbero ascritte al tecnico. Tuttavia, la stragrande maggioranza degli appassionati chiama in causa la pochezza dell’organico. In particolare, la mancanza di un centravanti di ruolo che avrebbe potuto rendere meno complicato il cammino. Altre due partite precedono la sosta natalizia. Domenica contro il Bologna e giovedì 22 dicembre a Palermo. Fallirle significherebbe abbandonare i sogni di risalita. E, forse, a quel punto anche il mercato potrebbe rivelarsi inutile.
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