Tavecchio e il sorteggio degli arbitri: «Valuteremo»

12 Febbraio 2015

ROMA. A trent'anni dallo scudetto del Verona torna la voglia del sorteggio integrale. Quella del presidente della Lazio, Claudio Lotito, poteva sembrare una provocazione lanciata a caldo dopo il...

ROMA. A trent'anni dallo scudetto del Verona torna la voglia del sorteggio integrale. Quella del presidente della Lazio, Claudio Lotito, poteva sembrare una provocazione lanciata a caldo dopo il brutto ko interno, ma alle spalle ha una serie proseliti, o meglio rinsaldato quell'asse che in Lega accomuna più di un club. Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, fece da apripista anni fa e non ha remore ad appoggiare la proposta del collega biancoceleste: «Il sorteggio integrale sarebbe finalmente una soluzione equa», ha detto il patron rosanero che già anni fa aveva sostenuto la necessità di uscire dal sistema delle designazioni. Di sicuro con Lotito e Zamparini c'è Preziosi, il presidente proprio di quel Genoa attorno al quale ha ruotato lo sfogo di Lotito contro l'arbitraggio di Gervasoni.

Di sicuro, la temperatura delle polemiche arbitrali è molto alta. «Sono oggetto di qualche critica, ma fare l'arbitro è il mestiere più brutto e più difficile del mondo - dice Tavecchio - Io sono dell'avviso che gli arbitri sono sempre in buona fede, poi gli errori ci possono stare. La Figc non può non difendere l'Aia che è nostro baluardo spero di onestà. Tutto il resto rientra nella sfera degli interessi dei club. E noi rispettiamo anche i club perché rappresentano le nostre risorse, ma dobbiamo stare attenti a non confondere le regole con le situazioni. Il consiglio federale non interviene: prende atto delle segnalazioni. Come fatto nel caso della tecnologia applicata al calcio». La cronaca, o meglio la storia - romanzata, enfatizzata anche in chiave tifo - racconta che nell'unico campionato in cui gli arbitri furono designati mediante sorteggio integrale lo scudetto andò alla provinciale per antonomasia: il Verona. In realtà anche allora il sorteggio prevedeva griglie di partite, come fu poi negli anni successivi (compresi quelli di Calciopoli).