Teramo, un punto e tanti rimpianti

I biancorossi mettono in difficoltà il Monza superstar e segnano a 11 minuti dalla fine: ma non basta per vincere
TERAMO. Un’altra vittoria mancata, un’altra occasione perduta, un altro vantaggio sprecato. Ma questa volta il Teramo non fa arrabbiare, fa semmai tenerezza. E un po’ di pena. Come l’alunno di solito mediocre che finalmente imbrocca un gran compito in classe, ma rovina il voto scrivendo “ho andato” all’ultima riga.
Lo strafalcione fatale il Teramo l’ha commesso un minuto e qualche secondo dopo aver festeggiato come se fosse una finale dei Mondiali la rete del vantaggio contro il Monza superstar. Una rete, quella di Infantino, arrivata a undici minuti dal novantesimo, ma soprattutto dopo una partita che – tranne il primo quarto d’ora – era stata ben controllata, ben gestita e indubbiamente giocata meglio dai biancorossi di casa. Insomma: stavolta, visti i tempi del vantaggio e lo sviluppo della contesa, c’era davvero motivo di esultare. E invece no. Al primo rabbioso assalto dopo la ripresa del gioco, il Monza ha trovato il pareggio. La fragilità difensiva del Teramo, senza il leader del reparto Speranza, sta diventando un macigno almeno quanto la scarsa incisività offensiva (che uno come Infantino può attenuare, ma non azzerare). Il buon Caidi, uno che con Speranza al fianco non sbagliava una partita, nei panni di quello che deve tappare i buchi altrui non è a proprio agio. E infatti, ieri, non ha contenuto la rabbiosa percussione di Ceccarelli che ha dato l’1-1 al Monza.
Peccato. Perché stavolta il Diavolo era messo meglio in campo degli avversari, la classica squadra di grandi nomi che fatica a diventare collettivo. Brocchi ha osato un 4-4-2 che virava verso il 4-2-4, ma la sua ambizione di schiacciare il Teramo si è tradotta in realtà solo in avvio di gara, quando Reginaldo, D’Errico e Marchi hanno dato più di un brivido al monumentale Gomis. Prese le misure, il Teramo ha spezzato in due tronconi gli avversari con un’intelligente fase difensiva, fatto valere nel palleggio la superiorità numerica in mezzo al campo e lanciato all’assalto i due esterni, soprattutto Ventola. Quest’ultimo è diventato protagonista assoluto del match scagliando, prima dell’intervallo, tre tiri verso la porta brianzola (uno parato e due di poco fuori misura), ma anche rischiando un’autorete al 37’ – qui è stato bravissimo Gomis – e infine reclamando un rigore per un contatto in effetti dubbio con Palazzi proprio al 45’. L’arbitro, apparso molto in sudditanza psicologica verso il Monza (vedi i quattro ammoniti a zero), ha fatto correre, suscitando grandi ire del Bonolis.
Nella ripresa, escluso un tiro fuori di D’Errico da ottima posizione e un paio di ripartenze, il Monza in fase offensiva non è esistito. Il Teramo ha controllato la situazione e provato a pungere ogni tanto. Infantino, che al 25’ aveva mancato di poco un cross di De Grazia da sinistra, al 34’ ha invece girato alla perfezione, di testa, un assist altrettanto perfetto di Ventola da destra. Neanche due minuti e Ceccarelli, entrato pochi minuti prima, s’è infilato nell’area biancorossa come una lama nel burro trovando il diagonale vincente (toccato, ma non sventato, da Gomis).
La classifica del Teramo da ieri è ancora peggiore, viste le vittorie di Rimini e Albinoleffe. Stavolta, almeno, si può ripartire dalla prestazione. Ma prima si deve smaltire la rabbia per l’occasione perduta.
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