Thiago Motta: voglio orgoglio e divertimento

19 Luglio 2024

Il nuovo tecnico bianconero: «Spero di trasmettere il mio entusiasmo per competere con tutti»

TORINO. Alle parole e alle telecamere Thiago Motta preferisce il lavoro e il campo. Lo si è capito già dalla prima conferenza stampa. E si è anche capito come dovrà essere la sua Juventus: «Voglio una squadra orgogliosa e felice dopo ogni partita, perché vorrebbe dire che abbiamo fatto un grande lavoro e dato il massimo», ha precisato nel giorno della sua presentazione. Nella sala conferenze dell'Allianz Stadium c'è il parterre delle grandi occasioni: al suo fianco l'ad Maurizio Scanavino e il dt Cristiano Giuntoli, in prima fila ecco il presidente Gianluca Ferrero e il dirigente Francesco Calvo. «È giovane e ambizioso, ci aspetta una stagione con cinque competizioni e con la Juve che non deve porsi limiti, con l'obiettivo minimo in campionato che sarà la qualificazione in Champions», le parole dell'amministratore delegato. Tutte le attenzioni erano inevitabilmente sul nuovo allenatore, che già da mercoledì scorso ha iniziato a plasmare la sua Juve alla Continassa. «Sono stati giorni belli, ho trovato grandi strutture e tanti professionisti che stanno dando una mano a me e al mio staff» le prime impressioni di Thiago Motta sul quartier generale. D'altra parte, però, qui bisogna convivere con le enormi pressioni che ci sono: «È uno stimolo in più e soprattutto una bella responsabilità allenare questo grande club», ha spiegato l'italo-brasiliano, «e la visita di John Elkann (l'ad di Exor ha assistito all'allenamento dello scorso 11 luglio, ndr) è stato un vero piacere: voglio trasmettere il mio entusiasmo per competere contro chiunque, si apre un ciclo interessante». La parola scudetto, però, resta ancora un tabù, considerando anche che i bianconeri sono reduci da un campionato chiuso a 23 lunghezze dall'Inter campione d'Italia: «Il passato rimane lì, lo guardiamo ma non dobbiamo pensarci», la sua risposta sugli obiettivi per la prossima stagione, «e l'unica cosa che dobbiamo fare è prepararci bene per dimostrare di poter competere in ogni partita, contro ogni avversario, in ogni competizione». La squadra aspetta ancora i rientri di tanti big dopo le vacanze post Europeo e Copa America, ma alla Continassa si lavora già duramente: «Qui abbiamo solo giocatori forti, lo sono ovviamente anche Vlahovic e Chiesa», ha detto Thiago Motta, «ma ciò che serve è lo spirito di squadra, perché poi a quel punto i talenti escono da soli». E poi ci sono tanti giovani, con Miretti che ha firmato da qualche ora il rinnovo fino al 2028 e con Yildiz che potrebbe farlo a breve: «Fabio non ha firmato solo un contratto, ma una grande responsabilità; Kenan può fare tutti i ruoli e mi è sembrato un ragazzo fantastico» le prime impressioni sui baby bianconeri. L'obiettivo è farne uscire altri, tra questi c'è Adzic sbarcato da poco dal Buducnost Podgorica: «Sono contento anche di lui, è mentalmente preparato e può diventare importante», spiega sul classe 2006, «ma in generale tutta la Next Gen potrà darci una grande mano».
Emanuele Pastorella