Tortorella: l’avvocato fa gol come il centravanti

Parla il coordinatore abruzzese dell’associazione dei legali specializzati
PESCARA. La toga e il pallone fino a qualche decennio fa erano due mondi separati, oggi viaggiano di pari passo. Sono imprescindibili. D’altronde il calcio, e più in generale lo sport, è business e dove c’è di mezzo il soldo nasce fisiologicamente il contenzioso per accaparrarselo. Da qui l’esigenza di avere un buon avvocato al fianco, abile a cercare soluzioni ai problemi che si presentano.
Tanto più nei tempi moderni in cui le normative sono tante e districarsi non è facile. Ecco quindi che il legale rappresenta una figura necessaria al pari di un buon calciatore. In Abruzzo, nelle scorse settimane, si è costituito il comitato regionale dell’Aias, associazione italiana avvocati dello sport. Il coordinatore è Flavia Tortorella di Pescara coadiuvato da due vice, Simona Placiduccio e Luca Caramanico, e da tre componenti, Angela Masci, Roberto Delli Passeri e Luca Ficucciello.
L’Aias Abruzzo farà il suo esordio venerdì mattina all’auditorium Petruzzi del Museo delle Genti d’Abruzzo, a Pescara, con un convegno dal titolo “Il fair play come unità di misura: i nuovi traguardi dell’etica dello sport”. L’associazione in Italia conta circa 900 iscritti e si prefigge l’obiettivo di valorizzare la figura dell’avvocato specializzato, nel diritto dello sport per l’appunto.
Flavia Tortorella, come nasce l’esigenza di raccogliersi in un’associazione?
«Il tutto nasce da un’idea del professor Michele Colucci, docente universitario a Bruxelles e componente della commissione Fifa. Colucci è anche il fondatore del periodico Rdes, specializzato in diritto ed economia dello sport. Il successo della rivista ha fatto da traino alla costituzione di questa associazione che mette insieme gli avvocati dello sport».
Con quale obiettivo?
«Essenzialmente quello della formazione professionale e del supporto alle istituzioni del mondo dello sport».
Oggi l’avvocato conta più di un centravanti?
«Non so se vale più di un calciatore, di certo è fondamentale per la gestione della società e dello sportivo professionista».
Gli avvocati di grido a livello sportivo sono (quasi) sempre gli stessi.
«In effetti, c’è una stretta cerchia di professionisti che effettivamente si occupa di questa materia. Questo è dovuto all’esperienza professionale accumulata nel tempo, fondamentale per svolgere la nostra professione. Ma ci sono giovani bravi che stanno crescendo. E noi, come associazione, vogliamo accompagnare questa crescita».
Fino a qualche decennio fa, non si avvertiva l’esigenza di un avvocato nello sport.
«Con l’esplosione di Calciopoli, nel 2006, è cambiato tutto. Sono emerse figure professionali specializzate che si occupano delle vicissitudini del mondo del calcio e, più in generale, si districano nell’applicazione e nell’interpretazione delle norme sempre più fitte e stringenti. E comunque va detto che il sistema strutturale sportivo si è sviluppato negli ultimi anni, niente a che vedere con quanto accadeva in passato. Tra l’altro oggi ci sono strumenti diversi che vanno adottati».
Un avvocato specializzato in diritto dello sport in particolare di che cosa si occupa?
«Delle controversie tra società, tra club e giocatori. E assise i procuratori nei trasferimenti nazionali e internazionali. Oltre a vertenze di lavoro e soluzioni fiscali per calciatori e società. Negli ultimi anni la figura dell’avvocato è esplosa mediaticamente soprattutto per le vicende legate al doping, a Calciopoli e alle penalizzazioni delle società inadempienti. Ma il lavoro è molto più articolato e complesso».
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