Calcio serie D

Tra il Chieti calcio e Paris ora volano gli stracci

9 Aprile 2026

Neroverdi nel caos. Il presidente Di Labio: «Ha trovato il pretesto per andarsene». La replica di Gianni Paris (foto): «Ho messo i soldi»

CHIETI. La rottura è totale. Tra il Chieti e Gianni Paris volano gli stracci. «Ha trovato il pretesto per disimpegnarsi», attacca il presidente Gianni Di Labio. «Io sono stato l’unico a metterci i soldi nonostante l’enorme esposizione debitoria: il calcio non si fa con le chiacchiere», replica Paris. È finita dopo soli 12 giorni l’esperienza in neroverde dell’ex presidente dell’Avezzano. Entrato come avvocato e responsabile dell’area commerciale, Paris se n’è già andato sbattendo la porta dopo lo scontro avuto con la squadra e la società sulle modalità di pagamento degli stipendi. Il suo piano prevedeva di pagare i giocatori a blocchi. Subito gli under con 5.500 euro già versati sul conto del Chieti con tre bonifici istantanei. Poi la settimana prossima i primi over, a seguire tutti gli altri e lo staff tecnico. «Avrei messo 25mila euro al mese di tasca mia», precisa Paris, «in più con gli sponsor sarei riuscito ad arrivare a 35-40mila che è la cifra per coprire un’intera mensilità». Le modalità e le tempistiche non sono state accettate dalla squadra che già non aveva gradito l’intrusione di Paris nello spogliatoio prima della gara con la Recanatese.

In quell’occasione, l’avvocato marsicano disse che ogni mese avrebbe pagato due stipendi, uno corrente e uno arretrato. La squadra si aspettava un rimborso per tutti e, difronte ai pagamenti dilazionati, si è trovata spiazzata e ha anteposto l’unità del gruppo ritenendo che questa modalità avrebbe rotto gli equilibri dello spogliatoio e creato malumore. «Con i miei soldi decido io cosa fare», spiega l’avvocato marsicano, «ho sempre pagato così quando ero all’Avezzano. Nessuno mi deve insegnare come si fa calcio. Dispiace sia finita così, a fine maggio avrei acquistato il 100% del Chieti e sarei stato onorato di fare il presidente».

La replica del club neroverde non si è fatta attendere. «L’accordo prevedeva una precisa ripartizione degli oneri. Mentre la proprietà, nelle persone del presidente e del vice, continuava a farsi carico delle ingenti spese correnti, Paris avrebbe dovuto gestire la parte relativa ai tesserati. Tuttavia, stando alle sue stesse dichiarazioni, emerge come i suoi versamenti non avrebbero coperto nemmeno il 50% degli emolumenti previsti. Di conseguenza, i criteri di gestione dovevano essere concordati democraticamente e non imposti unilateralmente: l’ultimatum "altrimenti lascio tutto" appare un pretesto per disimpegnarsi».

Nel comunicato c’è un passaggio dove Di Labio, oltre a prendere le distanze dall’azionariato popolare lanciato e poi ritirato da Paris, dice che lui e il suo vice Dario Scurci sono stati lasciati da soli. «Dopo i ripetuti mancati adempimenti economici verificatisi da inizio stagione, è doveroso chiarire che io e Scurci, pur impegnandoci per garantire continuità e dignità al progetto sportivo, non siamo mai stati messi nelle condizioni di operare con le risorse necessarie, indispensabili anche per far fronte agli stipendi». È la conferma del caos che regna da mesi nel Chieti. Un caos senza fine.

Giammarco Giardini

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