Tra Teramo e Ancona vince la prudenza

Poche occasioni su entrambi i fronti, inevitabile lo 0-0
ANCONA. Solo un pareggio per il Teramo. Al Del Conero gli uomini di Vivarini trovano la continuità, ma non i tre punti, dopo una prestazione non da squadra di vertice. Pareggio giusto, punto meritato per gli abruzzesi, che però si sono accesi a corrente troppo alternata.
Già senza Tulli, l’Ancona deve rinunciare anche a Bondi nel riscaldamento, con Parodi che si piazza alle spalle del duo Tavares-Paponi. Ciò però non scombussola i piani della squadra di Cornacchini che almeno nei primi minuti imbriglia il Teramo. Seppur in formazione tipo, con l’ultimo arrivato Milicevic che si accomoda in panchina, gli abruzzesi hanno un approccio alla gara se non rinunciatario quantomeno blando, finendo per accomodarsi e attendere l’avversario. Una difesa granitica, però, evita guai peggiori, anche perché l’Ancona non crea pericoli a Tonti. L’estremo difensore ospite deve intervenire solo al 19’, quando in uscita, fuori dall’area, anticipa coi piedi Tavares, il quale, poco dopo, su traversone di D'Orazio non riesce ad impattare in spaccata aerea. Si fermano qui le azioni pericolose dell’Ancona, che poi subisce il ritorno del Teramo. Gli uomini di Vivarini cominciano a macinare gioco e il centrocampo riesce a prevalere su quello avversario. Se Amadio e Di Paolantonio ci mettono sostanza Cenciarelli però va a sprazzi e, con gli esterni che non spingono tanto, i rifornimenti per i due attaccanti sono nulli. Donnarumma resta fuori dalla manovra, Lapadula prova a mettersi in proprio e al 27’ dai trenta metri lascia partire un sinistro al fulmicotone che Lori, con un gran tuffo sulla destra, riesce a spedire in angolo. Nell’ultimo quarto d’ora il match si fa più incandescente: il direttore di gara comincia ad estrarre cartellini gialli e nel finale grazia Perrotta che per due volte, in rapida successione, si arrangia con le cattive su Tavares. Il difensore molisano riceve l’ultimatum dall’arbitro e Vivarini lo lascia negli spogliatoi per evitare guai peggiori: dentro Diakitè.
Teramo che comincia la ripresa così come aveva iniziato la prima frazione, con un atteggiamento poco propositivo. Ma che rischia solo in due occasioni, poco dopo il quarto d’ora. A ravvivare il match è Paponi, con due conclusioni dal cuore dell’area. Molto più pericolosa la seconda, quella al 20’, con il diagonale che finisce di poco a lato. Ospiti che invece si fanno vedere poco, provano a cambiare marcia sulle corsie laterali (con Masullo a rilevare Di Matteo sulla sinistra), ma le cose non cambiano e i due attaccanti restano parecchio isolati. Così, di fatto, gli unici pericoli per l’Ancona arrivano su due calci d’angolo. Alla mezz’ora è un super Lori a negare a Scipioni la gioia della rete, deviando il gran colpo di testa dell’esterno su corner di Di Paolantonio. Stessa situazione che si ripete al 40’, solo che stavolta è il tocco di Di Ceglie ad essere bloccato sulla linea da Lori. Sul ribaltamento di fronte, Cognigni, subentrato a Paponi, controlla un buon pallone al limite dell'area, ma col sinistro calcia alto.
Gara che si accende nel finale: Ancona vicina al vantaggio sulla conclusione dal limite di Di Ceglie, che raccoglie una corta respinta di Caidi, poi Dierna viene espulso per un fallo appena fuori area su Lapadula lanciato a rete regalando l’ultimo assalto (su punizione) al Teramo, ma Lapadula sbaglia da fermo e non arrivano i tre punti.
Giampiero Ferrigno

