Trionfi e rancori, Zeman sfida il passato

4 Giugno 2023

Il boemo a Foggia ha fatto la storia, un anno fa la rottura con il patron Canonico. Stasera accoglienza tiepida allo Zaccheria

PESCARA. È la partita di Zdenek Zeman. Ma a differenza delle altre volte lo Zaccheria non lo accoglierà con applausi scroscianti. Là dove è nato e si è consumato il mito di Zemanlandia stasera il boemo sarà un avversario. Non un nemico, per carità. Ma un ostacolo sulla strada che porta al ritorno in B. E non c’è Zeman che tenga di fronte all’esaltazione di una città dopo la rimonta con il Cerignola e l’impresa con il Crotone. Foggia non dimentica Zemanlandia fabbrica di gol, vittorie, promozioni, serie A e plusvalenze. Ma l’estate scorsa il rapporto si è raffreddato dopo che quello tra il tecnico e il patron Nicola Canonico si è spezzato. Irrimediabilmente. C’è un’immagine che rende l’idea. Zeman solo con il trolley alla fermata del taxi del giugno scorso dopo l’eliminazione del Foggia dai play off per mano della Virtus Entella. L’uno contro l’altro, divorzio inevitabile in uno scenario che Zdenek Zeman dipinge nel libro autobiografico andato in stampa lo scorso inverno. «La squadra aveva dei chiari limiti tecnici», si legge in “La bellezza non ha prezzo” di Andrea Di Caro con riferimento al Foggia della passata stagione, «ma non ho mai trovato un gruppo con la stessa voglia di applicarsi per superarli. Ai ragazzi piaceva allenarsi, anche duramente, e non dicevano mai di no. Avevano voglia di imparare. E’ questo per passione, non certo per denaro, visto che 13 di loro erano al minimo di stipendio: 23.000 euro lordi all’anno, 1.400 euro netti al mese. Soldi con cui dovevano pagarsi anche la casa. Altri più fortunati avevano un rimborso di 300 euro, che ovviamente non bastavano a prendere nulla. Alcuni per ottimizzare avevano deciso di vivere insieme pensando di accumulare 900-1200 euro per l’affitto di una casa più grande, scoprendo poi che il rimborso non era a persona ma ad appartamento. (….) Dovevano comprarsi tutto da soli: dalla carta igienica ai detersivi, mettevano spesso loro la benzina nel pullmino del magazziniere perchè non c’erano soldi. La società, in evidente crisi finanziaria, ha organizzato viaggi notturni in pullman per evitare di pagare alberghi, offrendo per cena solo panini». In questo racconto c’è la stagione, l’ultima, vissuta da Zeman a Foggia, la 2021-2022. Il deterioramento dei rapporti tra Canonico e Zeman è stato graduale, partendo dal mancato rinnovo del contratto al ds Peppino Pavone che aveva costruito la squadra con il boemo. Poi, continue punzecchiature tra Canonico e il tecnico. Fino al primo giugno scorso. «Mister Zeman? Gli auguro un futuro roseo» le parole di Canonico che poi ha avuto problemi con al giustizia, «purtroppo la volontà per continuare insieme da parte nostra c’era, ma non abbiamo trovato un accordo. Il calcio è fatto di cicli, anche lui lo disse e penso che il suo ciclo con la nostra presidenza sia terminato. Stiamo sondando il terreno per il nuovo allenatore».
Canonico prende altre strade, assume Boscaglia e Zeman torna a Roma, in attesa di una chiamata da Foggia. Sì, perché c’è una cordata di imprenditori che prenderebbe la maggioranza della società andando avanti con Zeman. Tanto che prende tempo con il Pescara che poi vira su Alberto Colombo. La trattativa non va in porto, Canonico resta al timone del Foggia e il boemo è a Roma che conclude la stesura dell’autobiografia, immaginando finita la carriera di allenatore. Nessuno immagina che le strade possano incontrarsi di nuovo, men che meno ai play off. Canonico passa da Boscaglia a Fabio Gallo che poi lascia entrando in conflitto con il patron. Poi arriva Somma e infine torna Delio Rossi. L’uomo di Praga a fine febbraio torna a Pescara. Che Foggia sia un nervo scoperto lo si deduce quando alla presentazione premette che: «Non risponderò a domande sul Foggia». E inizia a costruire la squadra che arriva alla semifinale play off. Stasera Canonico con il suo Foggia e Zeman con il Pescara: è l’altra sfida che incide anche sugli umori dei foggiani. Certo, Zeman è Zeman, tanto più a Foggia. Stasera non ci sarà l’amico che gli farà dono del pacchetto di caramelle all’ingresso in campo. Non ci sarà il compianto Pasquale Casillo, l’ex presidente del Foggia con cui è diventato amico. Ma entrando allo Zaccheria sarà impossibile per il 76enne boemo non ripensare alle tante emozioni vissute in rossonero. Dalla stagione 1986-87 non finita bene per poi passare ai cinque anni (1989-1994) di successi che gli hanno aperto le porte della Capitale. E poi il campionato di C 2010-2011 con Sau e Insigne, prima della promozione in A con il Pescara del 2012. Fino alla stagione 2021-2022, un nervo scoperto per via dei rapporti con Canonico. Tanti giovani da valorizzare, però Zeman è personaggio ingombrante. E alla lunga la corda si è spezzata. Stasera Foggia starà con la squadra di Canonico, ma Zemanlandia è storia.
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