Una notte per scacciare l’incubo delle finali perse

3 Giugno 2017

Dal 1973 al 2015: sei ko e due successi di cui uno macchiato dal sangue dell’Heysel Nel 1998 ad Amsterdam il gol di Mijatovic che regala la coppa al Real dopo 32 anni

Una notte per scacciare gli incubi, quelli che aleggiano sulla Juventus oltreconfine. Ha vinto tanto e più di tutti in Italia. In Europa, invece, il bottino è magro. Lo è ancor di più in Champions League, la vecchia coppa dei Campioni. Ce ne sono appena due in bacheca, una delle quali macchiata dal sangue dei 39 morti dell’Heysel, nel 1985. I bianconeri hanno disputato otto finali, perdendone sei: un record. L’ultimo trionfo è quello del 1996 a Roma. E’ stata l’unica coppa festeggiata dai bianconeri, perché quella conquistata a Bruxelles resta nell’albo d’oro, ma viene ricordata solo per la strage provocata dalla furia hooligans dei tifosi del Liverpool. La storia delle finali è ricca di delusioni per i bianconeri - al contrario del Real che ne ha vinte 11 su 14 - da qui la voglia di affermare il proprio dominio anche in Europa.
La resa di Belgrado. La Champions è sempre stata il tallone d’Achille della Juve, sin dai tempi in cui si chiamava coppa dei Campioni. La prima finale persa è stata quella del 1973 a Belgrado contro il grande Ajax, decisa da un gol di Rep dopo pochi minuti. Erano i tempi del calcio totale olandese che imperava dappertutto. Un’immagine rende l’idea di quella finale: la coppa finita nel cestino dei panni sporchi. Erano talmente saturi di successi i Lancieri che nemmeno cullarono quel trofeo. Era solo uno dei tanti conquistati in un periodo d’oro per Johan Cruijffe compagni. Era la terza coppa Campioni vinta di fila.
La delusione di Atene. Magath è ancora oggi l’incubo dei tifosi della Juve. Un tiro del centrocampista dell’Amburgo e la notte di Atene del 1983 diventa un incubo. Era una grande Juve, composta dai reduci del Mondiale di Spagna vinto nel 1982. E i favori dei pronostico erano tutti per i bianconeri che, però, fecero scena muta, quasi ipnotizzati dai tedeschi.
La tragedia dell’Heysel. Nel 1986 ecco la prima finale vinta, ma mai festeggiata. Segna Platini su rigore nella ripresa, però mentre si gioca la tragedia si è già consumata.
Il trionfo di Roma. A Roma la squadra di Lippi si impone ai calci di rigore dopo le reti di Fabrizio Ravanelli e Jari Litmanen. 1-1 fino ai rigori quando Angelo Peruzzi diventa il protagonista: ferma Edgar Davids e Sonny Silooy dagli 11 metri e consente a Vladimir Jugovic di trasformare il rigore decisivo. Ravanelli commenterà: «L'Ajax era una grande squadra, ma noi eravamo preparati alla perfezione e abbiamo dimostrato che con il cuore e la modestia puoi fare risultato».
La caduta di Monaco. Nonostante il favore dei pronostici, a Monaco di Baviera, la Juve cade contro un Dortmund che schiera gli ex Julio César, Jürgen Kohler, Paulo Sousa e Andreas Möller. La doppietta di Karl-Heinz Riedle nel primo tempo affonda subito la squadra di Marcello Lippi, che accorcia con Alessandro Del Piero ma subisce il terzo gol di Lars Ricken.
Nel 1998 decide Mijatovic. I bianconeri conquistano la terza finale di seguito, ma la maledizione incombe. Segna l’attaccante montenegrino Predrag Mijatovic, in fuorugioco, ad Amsterdam. Il Real diventa campione d'Europa per la settima volta, riportando la coppa a Madrid dopo 32 anni.
Il derby perso all’Old Trafford nel 2003. E’ l'unica finale di Uefa Champions League tutta italiana: si chiude con un nulla di fatto dopo 120 minuti. Ai rigori, i rossoneri sbagliano con Clarence Seedorf e Kakha Kaladze, ma la Juve fa ancor peggio con David Trezeguet, Marcelo Zalayeta e Paolo Montero.
L’ultimo ko nel 2015. La Juve stabilisce un primato negativo diventando la prima squadra a perdere sei finali di Coppa dei Campioni. I blaugrana, a Berlino, passano in vantaggio con Ivan Rakitic al 4'. Álvaro Morata ridà qualche speranza ai bianconeri all'inizio del secondo tempo, ma Luis Suárez riporta in vantaggio il Barça e Neymar chiude l'incontro nel recupero.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA