Vale Rossi eterno, l’addio si trasforma in uno show

15 Novembre 2021

Il Dottore si tuffa sui tifosi in delirio: «Quasi quasi smetto anche l’anno prossimo» E il suo allievo Bagnaia gli dedica la vittoria nel giorno della tripletta Ducati 

VALENCIA (SPAGNA). Sembrava che questo momento non dovesse arrivare mai. Invece alle 14:41 di una domenica di metà novembre, sotto il sole di Valencia, un’era si è chiusa quando Valentino Rossi ha tagliato l’ultimo traguardo. Decimo, la stessa posizione dalla quale era partito. Voleva chiudere da pilota vero e ci è riuscito: «Sono contento di aver fatto una bella gara. Ho chiuso nei 10 migliori piloti del mondo. Sono fiero della mia ultima. Quasi quasi smetto anche l’anno prossimo...», le sue parole dopo una chiusura in stile divo del rock.
TRIPLETTA DUCATI
CON DEDICA
Sul traguardo è tripletta Ducati, con la strepitosa vittoria di Francesco Bagnaia, “figlioccio” del numero 46, frutto più maturo della Riders Academy, voluta e creata dal campione di Tavullia per allevare i talenti motociclistici italiani. Scudieri sul podio lo spagnolo Jorge Martin (autore della pole, ma reduce da una notte in preda a problemi intestinali) e l’australiano Jack Miller. «Con un casco così potevo solo vincere», ha commentato Bagnaia, dopo aver dedicato il podio al Dottore. In testa al ducatista, infatti, l’integrale bianco con la scritta “Che spettacolo”, replica di quello “coniato” per il titolo 2004. «La mia gara è per lui, per tutto quello che ha fatto per noi dell’Academy. Volevo fargli questo regalo», ha aggiunto Bagnaia. Una domenica che ha galleggiato sulle emozioni, scese a ondate dagli spalti del Ricardo Tormo, gialli per le bandiere sventolate dai 70mila accorsi per poter raccontare l’ultima di Valentino. E lui li ha salutati con un giro d’onore solitario, dando il cinque a commissari e stewards. Poco prima il neocampione del mondo Fabio Quartararo lo aveva omaggiato, girando con un drappo giallo.
ADDIO IN STILE ROCK
IMITANDO JIM MORRISON
Una giornata che avrebbe potuto sciogliersi nella malinconia si è invece trasformata in festa, in stile quasi rock, come quando Rossi ha fatto stage diving sulle mani dei tanti accorsi nel paddock: «Era il mio sogno imitare Jim Morrison». Quando Valentino è rientrato nel suo box, dove lo attendevano la compagna Francesca Sofia Novello, gli occhi rossi di commozione («Sono crollata già al terzo giro»), il fido Alessio Uccio Salucci e l’amico Cesare Cremonini. I meccanici gli hanno intonato prima il coro “Vale uno di noi” e poi “Ho visto Valentino...”, sulle note di “Ho visto Maradona”, mentre lui dettava il tempo. «Vale vuole così, che ci divertiamo» ha detto Uccio. E festa è stata, almeno davanti alle telecamere, nel segno leggero e ironico che ha guidato i 26 anni della sua carriera, con 9 titoli mondiali conquistati. Anche il clima delle foto con il team Yamaha, circondato da Quartararo, Franco Morbidelli e Andrea Dovizioso ha avuto il sapore goliardico da ultimo giorno di scuola. Cremonini meglio di tutti ha sintetizzato lo spirito della giornata: «Oggi non finisce qualcosa, ma comincia una nuova avventura». Le voci dicono che sarà a quattro ruote, anche se non ai livelli agonistici del motociclismo. Intanto c’è l’oggi: «Pian piano capirò che ho smesso, ma per ora la vivo solo come l’ultima della stagione. Mi sono divertito».
I MESSAGGI
DI SALUTO
Sono stati tanti, a cominciare da quello simbolico, della sua moto: «Vale, io e te contro il mondo. Mi mancherai e non sai quanto. Con amore». Firmato, la tua Yamaha M1. Rossi è il pilota più vincente di tutti i tempi con Yamaha: 56 i Gp vinti dal 2004 al 2017, tutti in MotoGp. “È la fine di un’era. In bocca al lupo per tutto”, è il tweet della Scuderia Ferrari. Anche la serie A ha omaggiato il campione: “Per tutto quello che ci hai dato. Grazie Vale”. Un messaggio anche dal suo team, lo Sky Racing VR46: «Sei il più grande spettacolo che si possa avere. Dottore, Maestro, Leggenda». Anche l’account ufficiale della MotoGp ha voluto omaggiarlo: “La più grande storia #MotoGP mai raccontata, Grazie Vale”. Così Jorge Lorenzo: «Last dance per la più grande leggenda della MotoGp”.
Bruno Turri