Vastese, dimissioni in blocco E se ne va anche il ds De Filippis
VASTO. Un rebus. Per non dire peggio. E' questa la situazione in cui regna il calcio a Vasto. Almeno per quel che riguarda la Vastese Calcio, uno dei due club cittadini (l'altro è il Vasto Marina di...
VASTO. Un rebus. Per non dire peggio. E' questa la situazione in cui regna il calcio a Vasto. Almeno per quel che riguarda la Vastese Calcio, uno dei due club cittadini (l'altro è il Vasto Marina di Pino Travaglini), che anche nella prossima stagione militeranno in Eccellenza. O almeno dovrebbero, visto che in casa biancorossa vige l'incertezza, complici le recenti dimissioni dell'intero direttivo. Che dopo aver perfezionato nei tempi previsti l'iscrizione al campionato, priva però dell'autorizzazione per l'utilizzo dell'Aragona (tant'è che sarebbe stato indicato il sintetico di Cupello, quale struttura alternativa destinata ad ospitare le gare interne), ha rimesso il proprio mandato nelle mani del sindaco Lapenna. Immediatamente contattato dal presidente dello Sporting Vasto Massimo Fabrizio, pronto a rivelare la gestione del sodalizio gestito dal gruppo facente capo a Tonino Prospero. «Noi», sottolineava ieri mattina lo stesso Fabrizio, «siamo pronti, sia con l'organigramma che con sponsor quali Climaterm, Digital Group ed Elettrica Edison. Stesso discorso per l'organico, avendo da tempo provveduto a bloccare svariati giocatori». Tutto risolto quindi? No, visto che poche ore dopo, si è registrato l'ennesimo colpo di scena. Lo Sporting Vasto infatti fa dietrofront e si ritira dalla corsa. «Abbiamo capito», la spiegazione offerta nel pomeriggio dallo stesso presidente Fabrizio, «che si va per le lunghe e noi non possiamo aspettare oltre con una stagione alle porte ed una rosa da assemblare. Per questo ci facciamo da parte». Il caos, insomma, regna sovrano a Vasto. Caos nel quale si è trovato coinvolto, suo malgrado, il ds Pino De Filippis. Che dopo essersi speso in prima persona per l'ingaggio di mister Rufini (legatosi di fatto ad un club che non c'è più) ha preferito uscire di scena. (s.d.c.)
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