Virtus, dentro o fuori ora serve la svolta

18 Luglio 2016

Bando per salvare la serie D, ma urge il sì degli imprenditori

LANCIANO. L’attesa è agli sgoccioli e da domani finalmente i tifosi potranno sapere qualcosa di certo sul futuro del calcio rossonero dopo la fine ingloriosa della Virtus Lanciano. Con l’esclusione ufficiale dalla Lega Pro si potrà procedere alla creazione di una nuova società e alla successiva affiliazione alla Figc. Il sindaco Mario Pupillo ha annunciato comunicazioni sull’esito delle trattative di queste settimane tra martedì e mercoledì. L’assenza di notizie affidabili del resto ha caratterizzato l’ultima travagliata stagione della Virtus: su questa falsa riga è proseguita la strada che porta al dopo-Virtus. La patata bollente andava sicuramente maneggiata con cura, ma ci si augura che tanta riservatezza sia servita a perfezionare un progetto solido che abbia l’obiettivo di fondare un club che rappresenti Lanciano in Serie D. Per “conquistare” questa categoria, bisogna che la Virtus venga esclusa dai ranghi federali e la Figc proceda allo svincolo di tutti i tesserati, settore giovanile compreso. In questo caso, il Comune può produrre un bando pubblico che assegni il titolo sportivo a chi vuole giocare in un campionato ufficiale col nome di Lanciano, ma che non potrà chiamarsi Virtus. La cosa va fatta in tempi brevi, possibilmente con l’uscita del bando in settimana e l’assegnazione entro la prossima, per essere pronti a chiedere l’ammissione in D nella prima settimana di agosto.

Per fare ciò ovviamente serve una società disposta a tirare fuori i soldi per tasse, iscrizione e squadra: domani sapremo se a capo ci sarà, come si vocifera, Gilberto Candeloro affiancato da altri soci come ad esempio Marfisi, già sponsor Virtus. Un gruppo di sportivi si sta organizzando per affiancare gli azionisti maggiori con una quota di partecipazione che porterebbe dentro la società anche una rappresentanza della tifoseria. Se però la base non sarà abbastanza solida, il nuovo club potrebbe pure non essere in grado di puntare alla D, e dovrebbe accontentarsi di ripiegare su un torneo regionale. A sbarrare questa strada al rinnovato Lanciano potrebbe essere il mantenimento dell’affiliazione della Virtus alla Figc, con scuola calcio, settore giovanile ed eventualmente una squadra in Terza categoria. Difficile pensare che i Maio facciano una cosa del genere direttamente: la loro popolarità è scesa sotto lo zero, e stanno vendendo alcune aziende che smaltiscono rifiuti a una società ligure. Se comunque i Maio, o chi per loro, manterranno in vita la Virtus in seno alla Figc, al nuovo Lanciano non resta che l’acquisizione di un titolo sportivo: in pratica bisogna rivolgersi a un club della provincia che non ha intenzione di continuare l’attività, si “compra” il nome e si fa giocare la squadra al Biondi. Questa soluzione porterebbe Lanciano molto probabilmente in Promozione, perché già in Eccellenza è difficile trovare una porta alla quale bussare... figurarsi in D, dove bisognerebbe fare un’offerta per il titolo sportivo del Chieti!

Andrea Rapino