VIVARINI AD ASCOLI CONSUMA LA RIVINCITA

3 Dicembre 2018

Quell’esonero di un anno fa non gli era andato giù. E, in quel momento, non lo capì praticamente nessuno. Vincenzo Vivarini esonerato dall’Empoli dopo un pareggio a Cremona, il quinto risultato utile...

Quell’esonero di un anno fa non gli era andato giù. E, in quel momento, non lo capì praticamente nessuno. Vincenzo Vivarini esonerato dall’Empoli dopo un pareggio a Cremona, il quinto risultato utile consecutivo, la squadra in piena zona play off, era sembrato una mossa alla Zamparini, non di un club storicamente abituato a contare sempre fino a 100 prima di ribaltare una panchina. «Secondo me la squadra ha un potenziale che con Vivarini non riusciamo a sfruttare a pieno», motivò il presidente Corsi. Aveva avuto ragione lui. Dalla vigilia di Natale in poi, ripescando Andreazzoli dalla pensione romana, quell’Empoli si era messo a volare, a segnare, ad incantare, esaltando Caputo e Donnarumma (48 gol in due), a correre verso la serie A. Anche se a Vivarini un dubbio, comunque, era rimasto: chissà che se, anche con lui, non fosse stato possibile lo stesso. Con pazienza, con il lavoro, giorno per giorno. Con quel dubbio, gli era rimasto il sapore amarissimo in bocca. A Latina, prima stagione di B dopo parecchie stagioni in retrovia e l’impresa di Teramo, era retrocesso ma con una squadra tenuta in piedi con orgoglio fino all’ultimo e sconquassata da terribili vicende societarie, a Empoli buttato giù dal treno con il quale, lo sapeva, sarebbe arrivato fino in fondo. Ascoli è stata la chiamata per il rilancio. Squadra non di primissima fascia, salva a giugno (con Cosmi) solo grazie al doppio spareggio play out, una società avviata al disimpegno e alla ristrutturazione, ma valeva la pena. Non fosse altro per tirarsi su le maniche e dimostrare di saperci stare bene anche lui, in B. La classifica di oggi dice di sì. Un passettino alla volta, trasformando soprattutto il vecchio Del Duca nel fortino dove esaltarsi (4 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta) e aggancio alla zona play off, a quota 19.
Ad Ascoli nessuno osa volare più in alto, la prudenza governa tutti i pensieri e, addirittura, resiste qualche scoria dei troppi tormenti della scorsa stagione, ma, intanto, Ardemagni continua a fare il bomber (secondo gol consecutivo dopo quello a Pescara e 100 in B) e il patron Pulcinelli dice: «Vivarini è la migliore scelta che potessimo fare».
Un anno dopo quell’esonero di Empoli che gli fece andare di traverso il panettone, per Vincenzo è la prima grande rivincita. Giorno per giorno, chissà che il meglio non debba ancora arrivare.
*giornalista Sky Sport
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