«Voglio la serie A e blindo Melchiorri e Sansovini»

Il presidente a ruota libera: le critiche? Ci sono, ma mi sento amato dalla città
PESCARA. Il futuro di Melchiorri e Sansovini, quello della società e, soprattutto, la corsa alla serie A. Torna a parlare il presidente del Pescara Daniele Sebastiani che in questa intervista racconta il momento magico del Delfino, affronta i casi spinosi come il centro sportivo e gli equilibri societari, e si difende dalle critiche.
Sebastiani, il Pescara è passato dalla zona retrocessione alla serie A, se l'aspettava?
«Alla retrocessione non ho mai pensato. Sapevo e so che questa squadra ha grandi potenzialità. E' scattato qualcosa nella testa dei giocatori, ma ha influito tanto il lavoro di Baroni».
Ci crede alla serie A?
«Abbiamo il 50% delle possibilità. Possiamo andarci tramite i play off. Il secondo posto è ancora distante 6 punti. Il campionato di B comincia adesso e dobbiamo centrare dei risultati positivi negli scontri diretti, come quello di venerdì con il Bari».
La squadra va, ma il pubblico è ancora freddino. Come mai?
«Ci sono altre priorità in questo periodo abbastanza negativo per l'economia. Poi non dimentichiamoci che quello appena trascorso è stato un inverno rigido e in tanti hanno preferito rimanere a casa invece di venire allo stadio. Speriamo che con l'avvento della primavera le cose cambino, già venerdì sera con il Bari mi piacerebbe vedere l’Adriatico pieno».
Dopo il ko di Latina aveva punzecchiato Baroni, il rapporto tra voi due com'è?
«Ottimi, ci confrontiamo quotidianamente. Dopo la partita di Latina ho soltanto detto che la squadra doveva svegliarsi perché aveva disputato la gara più brutta del campionato».
Il contratto gli verrà rinnovato?
«Finora mai affrontato questo aspetto, a fine campionato vedremo».
Sansovini sta diventando il valore aggiunto, riscatterete il cartellino dalla Virtus Entella?
«È un giocatore importante, che di certo non scopriamo adesso, e credo che terminerà la carriera a Pescara. Abbiamo il diritto di riscatto sul cartellino e penso che a fine stagione verrà esercitato».
Come anticipato dal Centro, tutto fatto per il rinnovo di contratto di Melchiorri.
«Si, abbiamo prolungato fino al 2018».
Nel prossimo mercato verrà venduto?
«Vedremo, perché molto dipenderà in quale categoria sarà il Pescara. Se rimaniamo in B valuteremo le offerte, se arriveranno, di altri club».
Parliamo di Donnarumma che a Teramo, dove gioca in prestito, sta facendo valanghe di gol. Il prossimo anno tornerà a Pescara?
«Sta facendo benissimo. A me piace parecchio e a fine anno vedremo cosa fare».
Il dg Repetto e il ds Pavone insieme anche il prossimo anno?
«Certo. Con Repetto abbiamo già trovato l'accordo per il rinnovo. Anche Pavone rimane a Pescara».
Il famoso centro sportivo? A che punto siete?
«Ho già fatto degli incontri e la prossima settimana ho in programma una riunione con il sindaco di Silvi per capire quando partiranno i lavori».
In società come ve la state passando dal punto di vista finanziario?
«A giugno arriveremo al punto zero».
Si spieghi meglio.
«A fine campionato i nostri conti saranno in pieno equilibrio. Non abbiamo debiti con nessuno e anche l'esposizione con le banche è scesa da 9 a un milione di euro».
Ci sono frizioni con l'ad Danilo Iannascoli?
«No. Con Danilo ho un gran bel rapporto, come con lo stesso Gabriele Bankowski. Non ci sono frizioni e c'è reciproca fiducia».
Uno dei due potrebbe mollare?
«Se trovo qualcuno disposto a prendersi le mie quote, tutte o in parte, non ci sono problemi nel farmi da parte. Tutte le persone che dal 2009 ad oggi sono state e fanno parte tutt'ora della società hanno tirato fuori circa 19 milioni di euro».
Riabbraccerebbe Peppe De Cecco in società?
«Certo, perché no? Le mie quote sono a disposizione, ma non credo che lui abbia voglia di rientrare».
Lei come presidente si è accorto che è poco amato dai tifosi?
«Vivo la città e tocco con mano l'affetto dei tifosi nei miei confronti. E non mi sembra affatto vero. Allo stadio mi contestano? Io dico sempre quello che penso ed è normale che poi arrivino delle critiche. Io, comunque, vado avanti per la mia strada, a testa alta».
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